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Bond, le nuove obbligazioni di Unicredit, Bper e Stellantis vanno a ruba: gli ordini sfiorano 12 miliardi
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Bond, le nuove obbligazioni di Unicredit, Bper e Stellantis vanno a ruba: gli ordini sfiorano 12 miliardi

13 novembre 2024, 00:00 Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2024, 14:38

Aumentano le società che si approfittano del momento d’oro per rifinanziarsi, sfruttando l’appetito degli investitori, sbloccato con la riduzione dei tassi di interesse. Unicredit piazza un’emissione a 4 anni a tasso variabile da 1 miliardo, Bper un Additional Tier 1 perpetuo da 500 milioni e Stellantis un dual tranche a tasso fisso da 1,5 miliardi. I dettagli

Aumentano le società che si approfittano del momento d’oro per rifinanziarsi, sfruttando l’appetito degli investitori, sbloccato con la riduzione dei tassi di interesse. Unicredit, Bper Banca e Stellantis si sono riaffacciati nello stesso giorno sul mercato obbligazionario. «Non è una sorpresa, la liquidità disponibile sul mercato è enorme e continua a salire da più di un anno», sottolinea a milanofinanza.it Marco Spano, co-head of Dcm and Financing Group di Mediobanca (ha agito come unica banca italiana su Bper e per la seconda volta consecutiva come bookrunner sul suo AT1), che alla luce della forte domanda registrata nei tre collocamenti odierni (quasi 12 miliardi), soprattutto dall’estero, inclusi gli Stati Uniti, e del rischio Italia azzerato si aspetta entro la fine dell’anno altre emissioni da parte di finanziari e corporate: «potrebbero emettere altri bond per anticipare il piano di funding futuro», ha previsto l’esperto.

Come ha fatto Unicredit. La banca guidata da Andrea Orcel avrebbe finito il piano di funding, ma ha voluto cogliere la domanda inespressa per il funding del prossimo anno, collocando un titolo senior preferred da 1 miliardo di euro a 4 anni, quindi una scadenza breve (i tassi scenderanno ma non si sa con quale velocità), a tasso variabile (formato floater, ce ne sono pochi in circolazione) collegato all’Euribor. Con gli ordini finali oltre 1,7 miliardi di euro, arrivati soprattutto da tesorerie bancarie e da investitori esteri, la guidance di rendimento del bond, con scadenza 20 novembre 2028 e non richiamabile per i primi tre anni, è stata ridotta a 70 punti base dopo prime indicazioni di rendimento in area 100 punti base sul tasso Euribor a tre mesi. Un calo di 30 punti base su 100 è rilevante, soprattutto in termini relativi. Il prezzo al reoffer è 100. Joint lead manager dell'operazione sono Bnp Paribas, Erste Group, Mediobanca, Raiffeisen Bank International, TD Securities e la stessa Unicredit.

Accoglienza super, poi, per il bond subordinato Additional Tier 1 perpetuo da 500 milioni di euro che Bper ha voluto piazzare, il secondo dell’anno (il primo stacca una cedola dell’8,375%), dopo le elezioni Usa e i conti trimestrali. A fronte di ordini per oltre 3 miliardi, in primis esteri soprattutto da Francia e Regno Unito, l'emissione, non richiamabile fino a marzo 2030, stacca una cedola del 6,5% che non si trova più sul mercato con un emittente di così buona qualità. Dunque, Bper è stata in grado di ridurre di 200 punti base circa il costo del subordinato rispetto al primo lanciato quest’anno. Davvero un ottimo segnale a dimostrazione che il nuovo piano industriale al 2027 della banca, molto ambizioso, ha fatto colpo sugli investitori. «Dieci anni fa la domanda nel caso dei bond di Bper era molto domestica, oggi è decisamente globale», osserva Spano, rammentando che, in generale, le obbligazioni At1 sono strettamente correlate all’equity: se va bene uno tipicamente va bene anche l’altro e viceversa.

Barclays e Ubs Investment Bank hanno agito in qualità di joint structuring advisor e global coordinator; Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Mediobanca, Morgan Stanley e Ubs Investment Bank i joint bookrunner.

Quanto a Stellantis ha ricevuto ordini per oltre 7,2 miliardi di euro per l’obbligazione dual tranche a tasso fisso di ammontare pari a 1,5 miliardi. Nel dettaglio, per la parte a 4 anni (scadenza novembre 2028) da 750 milioni di euro il rendimento è stato fissato a 120 punti base sul midswap con ordini oltre 3,1 miliardi. Per la parte più lunga (9 anni, scadenza marzo 2034), invece, sempre da 750 milioni, il rendimento è stato fissato a 170 punti base sul midswap (ordini sopra 4,1 miliardi). Incaricate in questo caso del collocamento Barclays, Bbva, BofA, Goldman Sachs, Imi-Intesa Sanpaolo, Mizuho, Société Générale, Standard Chartered Bank e Unicredit. (riproduzione riservata)



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