Bolle su bolle: le 10 bottiglie per brindare e rompere il ghiaccio alle feste
Una selezione trasversale di dieci bottiglie da aprire in compagnia che sono anche un’opportunità di conversazione
Poche cose hanno la forza travolgente e festosa di un tappo che scappa via alla velocità di quasi 50 chilometri orari, spinto da una pressione che va da 6 a 8 bar (due-tre volte la pressione contenuta in uno pneumatico, giusto per farsi un’idea), che come per magia continua nel bicchiere. Pétillante, si dice in francese a indicare una bevanda gassata, ma per esteso si può dire dell’acqua minerale come di una persona vivace, scintillante, spumeggiante e rende bene l’idea, suono compreso, di quella festa nel bicchiere che è un peccato intrappolare nella verticalità di una flûte, ma andrebbe lasciata libera di scorrazzare sui fianchi morbidi di un tulipe, non a caso i bicchieri scelti da tutte le maison di Champagne per le loro personalizzazioni. Vale per le boules francesi come per le bolle di spumanti e vini mossi italiani fuori e dentro le denominazioni, dalla Franciacorta al Trento doc, dall’Alta Langa all’Oltrepò Pavese, da Asolo a Valdobbiadene, da Asti all’Etna.
Ecco allora una scelta trasversale di dieci bottiglie da portare alle feste per brindare in compagnia che aiutano per di più a rompere il ghiaccio anche senza essere un esperto... Tipo: «Ti ho portato un nuovo Trento doc da assaggiare, Moncalisse, sai che lo producono...?».

Moncalisse
Il Trento Doc ha una nuova cantina si chiama Moncalisse, sorge a 600 metri di altitudine, sulle pendici del Monte Calisio, ed è nata dalla visione delle sorelle Julia e Karoline Walch. Un cognome che è sinonimo di Pinot nero altoatesino d’eccellenza. Le due figlie di Elena Walch si sono ora lanciate in questa nuova impresa effervescente e con l’enologo Stefano Bolognani debuttano proprio alla viglia della stagione delle feste 2025 con due etichette: il Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva, annata 2017, da una parcella nobile di Chardonnay, e il Millesimato Extra Brut Riserva annata 2019.
Villa Sandi
Da cinque anni la casa vitivinicola della famiglia Polegato, fondatore del marchio Geox, per intendersi, è partner del torneo di polo sulle neve che si svolge ogni anno in Engadina. Per celebrare l’evento, Villa Sandi realizza ogni anno una bottiglia in serie limitata per la Snow Polo World Cup St. Moritz con la silhouette di un giocatore. Per l’edizione 2026 è stato scelto un tenue azzurro polvere e un Asolo Prosecco Superiore Docg che si potrà degustare, dal 23 al 25 gennaio 2026, anche nella lounge Villa Sandi allestita proprio sul lago ghiacciato.
Champagne Nicolas Feuillatte x Mika
L’edizione in serie limitata di quest’anno vede la bottiglia serigrafata della cuvée Réserve Exclusive Brut con il nome di Mika in progressione verticale come il perlage di bollicine nel bicchiere. Per il secondo anno consecutivo Nicolas Feuillatte lascia carta bianca all’estro creativo del cantante, designer e artista poliedrico. Il suo spiritio anticonformista si sposa bene con uno dei brand più giovani e dinamici della Champagne che, nel 2026 celebrerà il suo 50° compleanno.
Conte Vistarino
Conte Vistarino è conosciuta come la casa del Pinot nero dell’Oltrepò Pavese, grazie al conte Augusto Giorgi di Vistarino per primo lo importò dalla Francia nel 1850. Torna a esserlo oggi grazie alla sua trisnipote Ottavia che al nobile vitigno ha dedicato tutta una cantina ha conquistato critica e pubblico con i suoi Pinot nero Pernice e Bertone ma anche in versione spumante con i metodo classico, Cépage e 1865.
Alberto Masucco Champagne
La Champagne parla anche un poco italiano grazie ad Alberto Masucco. Non è una curiosità alla «forse non tutti sanno che», ma una passione questo piemontese, originario di una terra di grandi vini come il canavese, coltiva da molto tempo. Diventato prima importatore di piccole maison francesi, Masucco è stato il primo italiano ad aver acquistato una vigna nella celebre regione vitivinicola francese. Le bottiglie meritano di per loro, oltre alla gustosa occasione per raccontare la sua storia.
Contratto
C’è uno spumante metodo classico italiano Alta Langa che da oltre un secolo ha conquistato i palati e i mercati esteri: Contratto. Fondata a Canelli nel 1867 da Giuseppe Contratto, l’azienda piemontese agli inizi del Novecento è diventata fornitore ufficiale del Vaticano, della casa reale belga e dei Savoia. Del suo apprezzamento Oltremanica resta come testimonianza concreta la collezione «For England» con un’aggiustatura di dosaggio per andare incontro ai gusti anglosassoni.
Ruggeri
Azienda storica di Valdobbiadene, dal 1950 Ruggeri ha scommesso su questo territorio. E alle sue radici guarda per le feste presentando il primo millesimato del Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Dry 2024. Si tratta infatti di un vino più morbido e zuccherino che, come da tradizione, si può stappare con i dolci delle feste, dal panettone al panforte, dal pandoro alla pastiera. Non a caso per presentarlo ha scelto il laboratorio-boutique Fusto Milano in via Ponchielli 3 a Milano. Per l’occasione Gianluca Fusto ha creato una delle sue torte signature con note di lampone, rosa e vaniglia fatta ad hoc per dialogare con il Cartizze, in omaggio alla zona più esclusiva del Prosecco diventata Patrimonio Unesco.
Moët & Chandon
Quest’anno l’edizione esclusiva di Moët & Chandon si veste di rosso, il colore delle feste, quello che dal Natale accompagna con un benaugurale fil rouge fino a Capodanno. E di rosso si veste tutta la linea, come si poteva vedere all’ultimo piano della Rinascente Milano, dal Moët & Chandon fino all’iconico Moët Impérial, disponibile in un’esclusiva edizione “Red”, dal Grand Vintage alla prestigiosa Collection Impériale Création N°1.
Valdo
Sempre sulle ripide colline Patrimonio Unesco nasce Elevantum Cartizze di Valdo, un prosecco 100% Glera, adatto alla tavola di festa dall’aperitivo fino alla frutta e al dolce. Riconosciuta per cinque volte Miglior Produttore di Spumanti d’Italia al Berliner Wine Trophy, Valdo è una cantina guidata dalla familia Bolla che, nomen omen, portava già impresso nel cognome il proprio destino, ed è è arrivata alla terza generazione.
Veuve Clicquot
L’edizione speciale in edizione limitata di La Grande Dame per il millesimo 2018 si è vestito di Jacquemus. Il coffret e la bottiglia sono infatti cuciti su misura dallo stilista diventato simbolo e icona dello stile assolato e positivo del Sud della Francia. Per la sua collaborazione con la Maison Veuve Clicquot, Simon Porte Jacquemus ha creato un abito in toile du Marais che avvolge la bottiglia di lino bianco su cui campeggia la sua firma scritta a mano. (Riproduzione riservata)
Native Content