Ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato il disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare. Il provvedimento, che mette insieme misure di governance, tutela e sviluppo economico, si inserisce in un contesto in cui la Blue Economy italiana vale oltre il 9% del pil e continua a crescere più della media europea, spinta da portualità, cantieristica e turismo costiero.
Il ddl punta a creare una cabina di regia unica delle politiche marittime, rafforzando il ruolo del Comitato interministeriale per le politiche del mare (Cipom) e includendo il ministro dell’Università e della Ricerca per legare la strategia marittima a innovazione tecnologica e trasferimento scientifico.
Sul piano internazionale, la novità più rilevante riguarda l’istituzione della «zona contigua»: uno spazio marittimo fino a 24 miglia dalla costa in cui l’Italia potrà esercitare controlli rafforzati contro traffici illeciti, violazioni fiscali e doganali, immigrazione irregolare e danni al patrimonio culturale subacqueo. Contestualmente il testo, visionato da MF-Milano Finanza, aggiorna le «linee di base» per misurare il mare territoriale, recependo i mutamenti morfologici della costa e allineando le coordinate ai sistemi di riferimento europei.
Sul versante produttivo e turistico, il ddl introduce regole per qualificare la filiera del turismo subacqueo, fissando requisiti per istruttori, guide e centri di immersione: obblighi di sicurezza, manutenzione delle attrezzature, tracciabilità delle immersioni e limiti al numero di partecipanti. Il ministero del Turismo, in accordo con altri dicasteri, potrà individuare zone di interesse turistico subacqueo e promuovere itinerari tematici, anche attraverso accordi di cooperazione internazionale, per valorizzare aree di pregio ambientale, faunistico e archeologico.
Il testo interviene anche su settori chiave dell’economia marittima. Per la navigazione da diporto sono previste semplificazioni normative, campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza in mare e programmi di formazione per operatori e diportisti. Sul fronte cantieristico, il ddl punta a sostenere l’innovazione dei cantieri navali, incentivando l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale e la competitività sui mercati internazionali.
La parte dedicata alla pesca mira a rafforzare la tracciabilità del pescato, promuovere pratiche sostenibili e tutelare le specie marine, in linea con la normativa europea. Per le isole minori, infine, sono previsti interventi su infrastrutture portuali, servizi sanitari e scolastici, trasporti marittimi e continuità territoriale, con ricadute dirette sulla qualità della vita e sull’attrattività turistica di queste comunità. (riproduzione riservata)