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Criptovalute, nel rapporto della Casa Bianca non si parla della riserva strategica in Bitcoin

di Mario Olivari
30 luglio 2025, 18:10 Ultimo aggiornamento: 18:13

Il Digital Asset Working Group di Trump si limita a sollecitare regolatori e Congresso a fornire regole chiare per il trading di criptovalute

Come riportato da Bloomberg, l’amministrazione Trump ha diffuso l’atteso rapporto sulla politica delle criptovalute, con l’obiettivo di delineare un quadro normativo organico per il settore delle criptovalute negli Stati Uniti. Colpisce però l’assenza di qualsiasi riferimento all’istituzione di una riserva strategica in Bitcoin, tema su cui si erano concentrate diverse aspettative negli ambienti finanziari. Alle 18:10 oraitaliana Bicoin perdeva lo 0,5% a 117.793 dollari.

È sorprendente che il rapporto della Casa Bianca non menzioni affatto la riserva strategica di Bitcoin, perché, come sottolineato dal The Times e da  Forbes, Trump si era presentato come il ‘Presidente crypto-friendly’ e aveva promesso durante la campagna elettorale del 2024 di fare degli Stati Uniti la ‘crypto capital of the world’. Consultando il sito ufficiale della Casa Bianca si può verificare che il Presidente Usa aveva anche firmato un ordine esecutivo nel marzo 2025 che creava ufficialmente una Strategic Bitcoin Reserve, trattando il Bitcoin come un asset di riserva nazionale, simile all’oro, e vietando la vendita dei Bitcoin confiscati dal governo.

Questa riserva è stata uno dei pilastri della sua narrativa politica: Trump aveva lanciato la promessa in grandi eventi come la conferenza Bitcoin 2024 e sui social, attribuendole un ruolo centrale nella campagna Maga per attrarre investitori crypto e consenso politico, come rilevato da Wired. Oltre che Taco, quindi, si può dire che, almeno in questo caso, sta nascendo il paradigma del Tabhp (Trump always breaks his promises, ossia Trump non rispetta mai le promesse).

I dettagli del report cripto della Casa Bianca

Secondo l’articolo di Bloomberg, il Digital Asset Working Group di Donald Trump – un gruppo incaricato dal presidente Donald Trump di formulare raccomandazioni sulle politiche per i mercati delle criptovalute – ha pubblicato il proprio rapporto, nel quale invita i regolatori a fornire chiarezza normativa per il trading di criptovalute e a favorire una più facile adozione. Il gruppo ha sottolineato che ciò garantirà agli Stati Uniti di guidare la rivoluzione crypto e di ‘aprire l’Epoca d’Oro delle Criptovalute’.

Nonostante la forte attesa sugli sviluppi della riserva strategica in Bitcoin, il documento si concentra esclusivamente sull’aspetto regolatorio, che era anch’esso un ambito per il quale Trump aveva incaricato il gruppo di formulare raccomandazioni. Nel rapporto, il Working Group ha sollecitato il Congresso ad approvare il Clarity Act per eliminare le lacune normative riguardanti la supervisione della Cftc sugli asset crypto non considerati titoli.

Come riportato da CoinGape, il Congresso sta già lavorando a questa proposta, poiché il Comitato Bancario del Senato ha recentemente pubblicato la bozza del disegno di legge sulla struttura del mercato. Nel frattempo, la versione del Clarity Act approvata dalla Camera è già arrivata in Senato. Analogamente a quanto previsto dal disegno di legge sulla struttura del mercato, anche il rapporto della Casa Bianca esorta Sec e Cftc a stabilire regole che affrontino questioni come registrazione, custodia e trading, per consentire il commercio di criptovalute a livello federale.

Il Working Group ha inoltre chiesto ai regolatori di ridurre i ritardi burocratici affinché i prodotti crypto possano arrivare rapidamente ai consumatori, cosa particolarmente rilevante considerando che la Sec dispone di una finestra di 240 giorni per approvare o respingere un Etf crypto spot.

Proposte fiscali per una nuova regolamentazione degli asset digitali e misure anti-abuso

Sul fronte fiscale, gli autori del rapporto chiedono al Congresso di approvare una legge che «tratti gli asset digitali come una nuova classe di beni soggetti a versioni modificate delle normative fiscali applicate a titoli o commodities» ai fini delle imposte federali. Si propone inoltre di includere gli asset digitali nell’elenco di quelli soggetti alle cosiddette norme sulle wash sale, che mirano a prevenire che un investitore possa dichiarare perdite fiscali su un titolo se ne riacquista uno simile entro un certo periodo.

Infine, il rapporto suggerisce che il Tesoro e l’Internal Revenue Service forniscano indicazioni sugli asset digitali in relazione all’imposta minima alternativa sulle società (corporate alternative minimum tax) e ad altre questioni fiscali.(riproduzione riservata)



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