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Food&Wine

Bilancio negativo per il Redigaffi

Paleo di Bolgheri ha invece guadagnato il 7% grazie a una sola annata. Complessivamente il bilancio vede una perdita di 98 euro su 1.485

di Cesare Pillon
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Bilancio negativo per il Redigaffi

La tabella di questa settimana confronta le quotazioni ottenute alle aste del 2020 con quelle del 2019 per alcuni vini italiani che non erano stati presi in esame nelle settimane precedenti ma che hanno una caratteristica in comune: sono ricavati, in tutto o in parte, da uve di varietà francese, considerate ormai internazionali perché coltivate in tutto il mondo. I vini sono otto, prodotti da sei aziende situate in zone vinicole diverse della Toscana e della Campania. Contrariamente agli esiti positivi registrati da quasi tutti i vini italiani, questa tipologia non ha goduto il favore di chi ha partecipato alle aste in quest’anno si Covid-19: il valore globalmente attribuito alle 16 bottiglie prese in esame è di 1.387 euro, 98 in meno dei 1.485 euro dell’anno scorso. In un panorama così frazionato sarebbe azzardato esprimere giudizi sui risultati ottenuti dalle etichette del Castello di Rampolla, dall’Apparita, dal Montevetrano e dal Terra di lavoro. Lo si può tentare con il Redigaffi, Merlot livornese presente con tre millesimi in tabella e con il Paleo, un Cabernet che di risultati confrontabili ne fornisce quattro, ma confermano tutti e due, sia pure in modo diverso, che il 2020 non è stato neanche per loro un’annata felice: il Redigaffi lamenta una perdita complessiva che sfiora il 27%, il Paleo di Bolgheri ha guadagnato poco meno del 7% ma solo per la rivalutazione del 125% di una vecchia annata, che ha riequilibrato le perdite dagli altri quattro millesimi. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 251 pag. 72 del 19/12/2020
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