L’esercizio fiscale 2025 si rivelerà doloroso: gli utili dovranno essere tagliati e il free cash flow deluderà a causa del caos provocato dalla politica commerciale di Donald Trump. È AlphaValue a lanciare l’allarme, domandandosi quali bilanci potrebbero essere a rischio.
L’indicatore da monitorare più da vicino rimane il rapporto tra il debito netto e l’ebitda, con l'avvertenza che l'ebitda è tanto buono quanto quello che i top manager riescono a far credere ai mercati. Un rapido test di resilienza dell’ebitda consiste nel valutare quanto di esso si converte in free cash flow e quanto sono già stati ridotti gli utili netti negli ultimi 12 mesi.
Tenendo conto di ciò, ed escludendo il settore immobiliare e quello finanziario in generale, AlphaValue ha identificato 38 azioni con un rapporto debito netto/ebitda rettificato degno di discussione, suddivise in tre categorie.
La prima categoria comprende utility e concessioni. Le utility sono considerate un investimento sicuro, ma AlphaValue ricorda che tendono a fare affidamento sulle banche per pagare i dividendi. Un calo della domanda peggiorerebbe la situazione di un settore già piuttosto sotto pressione, con un ebitda pari a 5,6 volte e senza free cash flow da mettere in mostra. Le eccezioni a questa osservazione deludente sono Erg, Getlink, Ferrovial e United Utilities: hanno rapporti di leva finanziaria elevati, ma riescono a far fronte alla situazione. Altre aziende del settore potrebbero, invece, soffrire a causa dell’inasprimento delle condizioni finanziarie.
Il secondo gruppo è composto da aziende note e di dimensioni ragionevolmente grandi, ma che mostrano segnali preoccupanti riguardo agli utili e alla capacità di conversione del free cash flow. Infine, ci sono titoli con fondamentali attualmente deboli, rappresentati da azioni con una capitalizzazione di mercato inferiore a 2 miliardi di euro. Gli investitori in queste società sono consapevoli del fatto che i loro modelli di business e i loro bilanci sono e rimangono incerti.
Come si vede nella tabella sotto sono sei le azioni più a rischio con un rapporto debito/ebitda sopra il 4 nel 2025: la multinazionale spagnola specializzata nel settore farmaceutico e ospedaliero Grifols, il colosso farmaceutico tedesco Bayer, la società spagnola attiva nel business delle torri Cellnex, l’azienda tedesca che opera nel settore chimico Lanxess, la britannica Ocado Group attiva nel commercio al dettaglio e il più grande cioccolatiere del mondo, Barry Callebaut.
(riproduzione riservata)