La maggior parte dei listini asiatici è stata condizionata da una parte dall'ottimismo per un potenziale miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina, dall’altra dall'incertezza sull'innalzamento del tetto del debito statunitense, mentre proseguono i negoziati per evitare un default.
Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite sono saliti, rispettivamente, dello 0,20% e dello 0,22%, mentre i titoli cinesi quotati a Hong Kong hanno sostenuto l'indice Hang Seng (+1,29%). Durante il vertice del G7 in Giappone, il presidente americano, Joe Biden, ha dichiarato di aspettarsi un miglioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina a breve e che il G7 ha deciso di adottare un approccio unitario nei confronti di Pechino.
I suoi commenti hanno in qualche modo migliorato il sentiment verso i mercati cinesi, che erano reduci da due settimane consecutive di perdite dopo una serie di dati macroeconomici deludenti per il mese di aprile. Un miglioramento delle relazioni sino-statunitensi potrebbe invitare gli investitori stranieri a tornare in Cina, offrendo al Paese una fonte di capitale di cui ha bisogno mentre è alle prese con la ripresa economica post-Covid. La People's Bank of China ha mantenuto il suo tasso di riferimento sui minimi storici, ma il rallentamento della crescita del Paese ha fatto sì che i mercati si posizionassero per un eventuale taglio nel corso dell'anno. Nel frattempo, Barclays ha tagliato le previsioni di crescita del Pil cinese per il 2023 al 5,3% dal 5,6%.
Anche altri mercati azionari esposti alla Cina sono avanzati: il Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,73%. Invece, su altri mercati asiatici ha pesato il fatto che i legislatori statunitensi hanno segnalato pochi progressi verso il raggiungimento di un accordo per l'innalzamento del tetto del debito Usa. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il presidente della Camera McCarthy hanno deciso di incontrarsi oggi, 22 maggio, in un ultimo tentativo per raggiungere un accordo per evitare un default sul debito sovrano degli Stati Uniti dopo che i colloqui per aumentare il limite di indebitamento hanno raggiunto un'impasse. Il Segretario al Tesoro, Janet Yellen, ha dichiarato che il governo ha come scadenza metà giugno per raggiungere un accordo. I futures di Wall Street sono poco mossi (-0,07% quello sul Dow Jones e -0,01% quello sull’S&P500).
L'indice australiano ASX 200 è sceso dello 0,3%, mentre l'indice di Taiwan ha perso lo 0,1%. Infine, l’indice Nikkei 225 è cresciuto dello 0,83% a 31.062 punti, attestandosi sui massimi da oltre 30 anni dopo il rally delle ultime due settimane. Ma i guadagni sembrano essersi esauriti, con i dati sugli ordini di macchinari più deboli del previsto che indicano una continua debolezza del settore manifatturiero giapponese: gli ordinativi core hanno registrato un -3,9% su mese, contro attese per un incremento dello 0,7%. Su anno la flessione è stata del 3,5%, anche in questo caso al di sotto delle attese per +1,4%. Il dollaro resta forte sullo yen (+0,33% a 137,812). «I commenti di venerdì del presidente della Fed, Jerome Powell, hanno suggerito con forza che è favorevole a una pausa con l’aumento dei tassi di interesse a giugno», afferma Alvin T. Tan, responsabile della strategia forex per l'Asia di Rbc Capital Markets. Anche il presidente della Fed di Minneapolis, Kashkari, che finora è stato un falco, è favorevole a una pausa. (riproduzione riservata)