Campanello di allarme in casa Bialetti: la società di revisione contabile Kpmg ha rilasciato una relazione di revisione senza esprimere un giudizio sul bilancio d’esercizio e consolidato al 31 dicembre 2024 della società bresciana, produttrice dell’iconica moka e sulla quale è in corso un’opa finalizzata al delisting da parte dei cinesi di Nuo Capital.
«La società di revisione Kpmg», ha informato Bialetti in una nota datata 1 maggio 2025, «ha dichiarato di non esprimere un giudizio sui predetti documenti (progetto di bilancio d’esercizio e consolidato, ndr) a causa degli effetti connessi alle incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale», un concetto che si riferisce alla capacità dell’impresa di restare operativa nel prossimo futuro.
Nella loro analisi (che, va precisato ancora, non è una bocciatura del bilancio ma una incapacità di esprimersi su di esso) i revisori sollevano alcuni punti relativi all’effettivo raggiungimento degli obiettivi dell’esercizio 2024 previsti dal piano industriale, e soprattutto al perfezionamento della procedura di dismissione nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione del debito della società.
Entro il 31 luglio (quando la società dovrebbe essere già uscita da Piazza Affari in seguito al delisting) Bialetti dovrà rimborsare l’indebitamento finanzario esistente nell’ambito della procedura di dismissione obbligatoria, prevista dall’accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto nel luglio 2021. La scadenza iniziale era del 28 novembre scorso, poi prorogato al 30 aprile 2025 e infine al 31 luglio.
L’operazione di Nuo Capital si inserisce nel solco di questa ristrutturazione, un’ampia manovra di rifinanziamento del debito che prevede anche un prestito junior da 30 milioni (Illimity e Amco), e uno senior da 45 milioni (Banco Bpm, Bper, Banca Ifis).
Affinché la ristrutturazione avvenga secondo i piani dovranno verificarsi alcune condizioni, «alcune delle quali estranee alle sfere di influenza della società», prosegue Kpmg, «tra cui il rilascio dell’autorizzazione da parte della competente autorità [...]». Inoltre, gli accordi di finanziamento dovranno essere effettivamente sottoscritti e le somme erogate.
Gli amministratori della società, spiegano i revisori, indicano che se i rischi dovessero verificarsi e le scadenze non fossero prorogate «ciò potrebbe determinare l’insorgenza di significativi dubbi sulle capacità della società o del gruppo di continuare a operare sul presupposto della continuità aziendale»: presupposto che gli amministratori hanno incluso nel bilancio 2024, ma che secondo i revisori giudicano soggetta «a molteplici significative incertezze con potenziali interazioni e possibili effetti cumulati sul bilancio».
Il giudizio di Kpmg arriva mentre sul produttore della moka è in corso un’importante operazione di acquisizione. La società è infatti oggetto di un’offerta pubblica di acquisto da parte della Nuo Octagon, veicolo costituito ad hoc e partecipato pariteticamente dalla holding lussemburghese Nuo Capital (famiglia Pao-Cheng) e dalla italiana Jakyval.
Sono stati già firmati due contratti per l’acquisto di 121.607.985 azioni, pari al 78,567% del capitale sociale, per un valore complessivo di oltre 53 milioni di euro. Secondo quanto comunicato, Nuo sarà obbligata a promuovere un’opa totalitaria a non meno di 0,467 euro per azione, con l’intenzione dichiarata di portare al delisting da Euronext Milan entro giugno. (riproduzione riservata)