La Banca Centrale Europea ha deciso giovedì 26 di lasciare i tassi di interesse fermi nella riunione di ottobre, ma «una discussione sui tagli al costo del denaro sarebbe totalmente prematura». Con questa parole la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha risposto alle domande della stampa durante la conferenza successiva al meeting del board avvenuto ad Atene. «Le prossime mosse? «Continueranno a essere orientata dai dati», ha detto la numero uno del board.
«Siamo in pausa, ma questo non significa che non alzeremo più i tassi», ha detto Lagarde ribadendo che i tassi potrebbero non essere al picco. «La nostra missione», ha spiegato Lagarde rispondendo a una domanda sull'allargamento dello spread tra Bund e Btp, «è la stabilità dei prezzi, definita come un incremento del 2%. Non siamo al 2%. Il fatto che siamo in pausa non significa che non alzeremo più i tassi. Siamo fiduciosi che i tre tassi di riferimento all’attuale livello, per un sufficiente periodo di tempo, contribuiranno al raggiungimento del nostro obiettivo, ma restiamo dipendenti dai dati».
Durante la conferenza stampa la presidente Lagarde ha ricordato che a settembre il calo dell’inflazione è stato generalizzato e che le stime vedono ancora un calo nel breve termine. Quanto ai rischi per la crescita nell’Eurozona, questi «sono orientati al ribasso» ma la Bce ritiene che l’andamento economico resterà debole nel corso del 2023 per poi riprendersi piano piano più avanti.
La presidente ha sottolineato però che le «questioni geopolitiche potrebbero aumentare i rischi di inflazione, con i prezzi di energia e cibo che potrebbero tornare ad aumentare a causa del contesto generato dalla guerra». La Bce «sta monitorando» la situazione in Medio Oriente, ha poi detto Lagarde, sottolineando che l’Eurotower «è molto attenta alle conseguenze economiche» della crisi, in particolare sul fronte dei prezzi dell’energia e della fiducia di famiglie e imprese.
Rispondendo poi alle domande della stampa, la presidente ha puntualizzato che «il consiglio direttivo della Bce «non ha discusso né del programma Pepp né dei requisiti minimi di riserva». Riferendosi invece alla trasmissione della politica monetaria, la numero uno del board ha detta che la politica della Bce ha già un impatto visibile: «Ciò a cui stiamo assistendo è una trasmissione molto forte della nostra politica monetaria in particolare nel sistema bancario. I tassi alti continueranno a incidere sull’economia reale».
«Oggi dopo 12 anni di servizio ottimo e leale uno dei membri del Consiglio ha terminato il suo mandato», ha detto la presidente Lagarde, riferendosi al governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, giunto alla scadenza del suo incarico a Palazzo Koch. «Il livello di calore e gratitudine dimostratogli, così come la sua risposta, ci ricorda che, anche se a volte siamo in disaccordo, c’è sempre una spinta comune ad adempiere alla nostra missione». Infine, citando la famosa canzone di Édith Piaf, Lagarde ha detto di non aver «nessun rimpianto» rispondendo alla stampa che chiedeva un bilancio a metà del suo mandato. (riproduzione riservata)