Barolo, un solido investimento
La media dei prezzi delle 49 bottiglie confrontabili è aumentata del 7,9%
Questa terza puntata dedicata ai risultati ottenuti dai Barolo alle grandi aste internazionali è imperniata sul confronto tra le quotazioni spuntate nel 2017 e nel 2018 da quattro produttori. Due di essi però, Luciano Sandrone e Marchesi di Barolo, sono presenti con un numero troppo scarso di bottiglie che non permette di trarre indicazioni valide. Indicazioni che si possono ricavare invece per i vini di Bruno Giacosa e di Angelo Gaja, molto più numerosi. E questi sono stati premiati, sia pure in misura diversa, da risultati positivi: i sei Barolo di Giacosa, Falletto e Rocche del Falletto, che nel 2017 si potevano avere con 3.208 euro, nel 2018 sono stati pagati 3.490, cioè l’8% in più, mentre i sette Sperss di Gaja (anche se targati Langhe dal 1997 in poi) sono passati negli stessi anni da 1.199 a 1.544 euro, con un profitto piuttosto consistente del 29%.
Sommando i risultati esposti e analizzati nelle tre puntate è adesso possibile avere un quadro complessivo della situazione dei Barolo sul mercato secondario internazionale. Ed è un quadro confortante: i prezzi massimi delle 49 bottiglie quotate sia nel 2018 che nell’anno precedente sono aumentati da 25.847,74 a 27.896,15 euro. In un anno come quello che si è appena concluso, che è stato negativo per quasi tutte le forme d’investimento finanziario e durante il quale sono state messe in forse anche le stratosferiche quotazioni dei più grandi, famosi e celebrati Chateaux bordolesi, fa piacere scoprire che chi ha investito in Barolo ha guadagnato il 7,92%. (riproduzione riservata)
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