Barolo in controtendenza (+18%)
In crescita otto millesimi su quattordici, cinque in diminuzione. Molto marcate le differenze: Mascarello +80%, Conterno -29%
L’analisi dei prezzi massimi spuntati dai vini italiani alle aste nel 2020 comincia come sempre con il Barolo. In questa prima puntata sono in tabella le quotazioni ottenute da sette produttori e i risultati che hanno ottenuto sono inaspettatamente positivi, in un momento così sfavorevole: delle 14 quotazioni confrontabili con quelle del 2019, otto sono aumentate, cinque sono diminuite e una è rimasta pressoché invariata. Complessivamente il valore è cresciuto del 18,20%, da 2.422 a 2.863 euro, ma in modo assai variegato: i Barolo dei poderi Aldo Conterno hanno perso quasi il 29%, quelli di Bartolo Mascarello si sono lievemente apprezzati dell’1,50%, mentre quelli di Giuseppe Mascarello hanno registrato un sensazionale +80,87%. A che cosa sono dovute differenze così marcate? In quest’anno travagliato le quotazioni sono state condizionate da fattori inediti di cui bisogna tener conto. Durante i lunghi mesi di quarantena imposti per frenare la pandemia di Covid 19 è stato impossibile battere le vendite all’incanto nei saloni chiusi delle sedi tradizionali: si è scelto il web per consentire agli interessati una partecipazione virtuale, l’unica veramente al sicuro dal contagio del virus, allungando spesso i tempi di svolgimento. Il risultato più evidente provocato da questa svolta ma anche dalle difficoltà di reperimento e trasporto delle bottiglie nel periodo del lockdown si può rilevare dalla tabella: alle vendite delle case d’asta estere il Barolo è pressoché assente, e i risultati sono determinati perciò in prevalenza da umori italiani. (riproduzione riservata)
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