Barolo, il bilancio rimane negativo
Le quotazioni di tutte le bottiglie in asta sono scese in media del 26%. Si salva Bruno Giacosa, Angelo Gaja contiene le perdite
Questa puntata, come le due precedenti, è dedicata alle quotazioni ottenute dai Barolo, ma più di quelle è segnata dagli sconvolgimenti provocati dal lockdown alle aste dei vini, impedendo che si svolgessero nel chiuso di piccole sale e costringendole a trovare nuove formule per realizzarsi sul web. Ecco perché, pur essendo imperniata sui Barolo di due aziende, Gaja e Bruno Giacosa, la puntata include eccezionalmente anche l’analisi dei prezzi spuntati dai loro Barbaresco: sono i soli Barbaresco comparsi alle vendite all’incanto nei primi sette mesi del 2020 e questa loro rarefatta presenza lascia intuire quanto la pandemia da corona virus abbia reso maledettamente più complicata l’organizzazione delle vendite. Colpisce il fatto che a infierire sui Barbaresco siano stati anche i collezionisti, che hanno fatto scendere del 30% le quotazioni del 2019. Completano la rassegna di questa settimana due millesimi di Barolo della Giacomo Conterno che fanno storia a sé: non erano comparsi nella seconda puntata, di cui era protagonista il Monfortino, vino di vertice della stessa azienda, ma hanno avuto lo stesso trattamento, un calo del 30%. Ai Barolo della Bruno Giacosa e di Angelo Gaja è andata molto meglio: i primi sono addirittura cresciuti di prezzo (pochissimo, un po’ meno dell’1%), i secondi sono scesi del 7,55%. Ma com’è andata complessivamente per il Barolo in questi travagliati sette mesi del 2020? Sommando i dati di tutte e tre le puntate, risulta che le loro quotazioni sono arretrate del 26,43% rispetto all’anno scorso. (riproduzione riservata)
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