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Food&Wine

Barolo, Gaja è in calo

Valore medio alle aste in diminuzione del 13%

di Cesare Pillon
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La terza puntata dedicata alle quotazioni del Barolo alle aste racconta il tormentato rapporto che ha con questo vino Angelo Gaja, re del Barbaresco. Nei primi anni 60 lo produceva acquistando le uve, ma rinunciò a farlo quando decise di vinificare esclusivamente uve di proprietà. Una ventina d’anni dopo, avendo acquisito i vigneti necessari, ne riprese la produzione e lo chiamò Sperss per dire quanto aveva sofferto per quella lunga rinuncia, ma nel 1997, ritenendo sbagliate le norme della Docg Barolo, non ha esitato ad abbandonarla, adottando la Doc Langhe sia per lo Sperss che per il Conteisa, realizzato successivamente. Alle aste del 2017 sono state quotate bottiglie di tutte le fasi della vicenda. Ma il confronto con le quotazioni che avevano spuntato nel 2016, possibile in 11 casi, è negativo: sono scese da 2.395 a 2.075 euro, con una perdita del 13%. Ciò nonostante l’investimento in Barolo risulta redditizio: sommando i risultati delle tre puntate si scopre che, complessivamente, ha dato un profitto del 10,58%. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 217 pag. 63 del 04/11/2017
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