Barolo e Barbaresco, al top i magnum
Prezzi alle aste in aumento di quasi il 25% per le 17 bottiglie formato XL
Questa settimana l’attenzione è puntata sulle quotazioni spuntate alle aste del 2018 dalle bottiglie di formato speciale di Barolo e i Barbaresco, poste a confronto con quelle registrate alle aste del 2017. Il confronto è risultato possibile per sei magnum di Barbaresco e per nove magnum e una doppia magnum di Barolo. Completa il quadro una magnum di Bricco dell’Uccellone, il più famoso dei Barbera d’Asti creati dal compianto Giacomo Bologna. I risultati ottenuti da queste 17 bottiglie di taglia XL di vini piemontesi sono positivi, e questo non stupisce, ma lo sono in misura sorprendente: 15 aumenti, una quotazione invariata e una sola diminuzione di prezzo. E difatti il loro valore complessivo, che nel 2017 era di 15.758 euro, è balzato a 19.657, creando un profitto che sfiora il 25%.
È un risultato che conferma gli umori del mercato, visto che corrisponde abbastanza fedelmente all’andamento riscontrato per il Barolo e il Barbaresco proposti in bottiglia normale da 0,75 litri. Ma i vini si sono rivalutati allo stesso modo per tutti i produttori? Sì e no: tra il 2017 e il 2018 le quotazioni delle magnum di Barbaresco Costa Russi e Sorì San Lorenzo e della doppia magnum di Barolo Sperss firmate Gaja sono aumentate del 47,38%, pressoché esattamente nella stessa misura delle magnum di Barbaresco Santo Stefano e di Barolo Falletto Riserva e Rocche del Falletto di Bruno Giacosa, che si sono rivalutate del 47,40%. Modestissimo, al contrario (+1,34%), l’aumento delle magnum di Monfortino: succede, quando si è già in cima. (riproduzione riservata)
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