Barolo, bilancio con luci e ombre
Otto rincari e nove diminuzioni di prezzo, con una perdita del 5,76%
Questa seconda puntata dedicata al Barolo ha in tabella le quotazioni ottenute alle aste del 2018 e del 2017 da nove produttori. È evidente che il confronto tra i prezzi spuntati nelle due annate, quando è effettuato su una o due bottiglie per azienda, anche se è significativo per valutare gli umori degli investitori nei confronti del Barolo in generale, ha un valore molto limitato se lo si riferisce a ciascuna di esse. Questa avvertenza non vale però nei confronti di quella che è presente con cinque millesimi: è della Giacomo Conterno, la stessa che produce il Monfortino, cioè una Riserva, mentre il vino che compare questa settimana in tabella è il suo prodotto base, chiamato semplicemente Barolo fino a che è stato tratto da uve di varie zone e Barolo Cascina Francia da quando è fatto esclusivamente con uve del vigneto di proprietà.
Il bilancio delle sue cinque bottiglie (tre rialzi e due cali di prezzo) è molto positivo: il loro valore è passato da 1.102,40 a 1.385,90 euro, con un apprezzamento del 26%. Colpisce il fatto che questo risultato sia in clamoroso contrasto con l’andamento complessivo: tutte insieme le 17 bottiglie analizzate in tabella, con otto rincari e nove diminuzioni di prezzo, sono scese da 3.833,80 a 3,613,14 euro, con una perdita del 5,76%. Difficile capire perché: qualche Barolo tradizionale come quello di Giuseppe Rinaldi è rincarato, qualche altro, come quello di Bartolo Mascarello, si è deprezzato, e lo stesso è avvenuto per i Barolo innovativi di Paolo Scavino e di Domenico Clerico.. (riproduzione riservata)
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