Barbaresco, male Roagna e Giacosa
Le 11 bottiglie lo scorso anno hanno perso in media il 14% del valore. Le quotazioni di tre millesimi sono diminuite del 30%
Questa terza puntata dedicata ai Barbaresco elenca in tabella i prezzi spuntati alle aste del 2019 dalle bottiglie di sette produttori: solo per i Barbaresco di due di essi è stato possibile però mettere a confronto queste quotazioni con quelle registrate l’anno precedente. E tuttavia, poiché gli altri cinque produttori sono presenti soltanto con una bottiglia, i confronti di prezzo sono in numero sufficiente per fornire ugualmente elementi validi per valutare l’andamento del mercato. Andamento che si rivela tutt’altro che positivo: tutte in calo, le quotazioni di tre pregiatissimi Barbaresco di Alfredo Roagna sono diminuite del 30%, mentre i cinque millesimi di Asili e i tre di Santo Stefano firmati Bruno Giacosa hanno limitato a poco più del 12% la loro perdita di valore grazie al fatto che tre di essi hanno ottenuto, controcorrente, un aumento di prezzo. Tutte insieme, così, le 11 bottiglie di Roagna e Giacosa hanno perso il 14,36%, risultato che non ha bisogno di troppe spiegazioni: il 2019 è stato un anno difficile per tutti gli investimenti, anche quello nel vino, e tuttavia colpisce il fatto che i Barbaresco prodotti da Gaja, come s’è visto nelle due precedenti puntate, abbiano avuto alle aste un trattamento sensibilmente diverso, soprattutto quelli dei suoi cru. Difatti chi avesse in cantina tutte e 37 le bottiglie complessivamente prese in esame nelle tre puntate, lamenterebbe una perdita molto più limitata, del 4,92%. (riproduzione riservata)
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