Banco Bpm ha collocato, martedì 20 maggio, un bond di tipo At1 da 400 milioni di euro. In avvio di asta, il rendimento si collocava al 6,875%, per poi stringere alla fine al 6,25% grazie alla richiesta degli investitori istituzionali per oltre 3,2 miliardi di euro.
Si tratta di un titolo subordinato con cedola fissa staccata ogni sei mesi fino al 27 novembre 2030, data della prima call (richiamo). In seguito, la cedola verrà ricalcolata ogni 5 anni in base al midswap cui aggiungere lo spread. Il taglio minimo di investimento è di 200.000 euro, riservato a investitori istituzionali e a privati qualificati, con buona conoscenza dei mercati e capitali importanti. Il codice Isin del collocamento è. IT0005651788.
I fondi netti raccolti saranno destinati al rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo Banco Bpm. Global Coordinators dell’operazione sono Barclays e Morgan Stanley. Joint Bookrunners: Banca Akros, Bnp Paribas, Bank of America, Citi, Crédit Agricole Cib.
Secondo Giacomo Alessi, analista obbligazionario indipendente, «sulla scia del miliardo emesso da Intesa Sanpaolo ieri, oggi Banco Bpm propone un nuovo additional tier 1 - bond perpetuo che riempie la casella di capitale addizionale tier1 necessario per aumentare il volume di crediti mantenendo livelli di rischio sopportabili».
La banca ha triplicato la capitalizzazione negli ultimi 3 anni passando da circa 5 a 15 miliardi di market cap, riprende Alessi. La solidità del capitale è alta, il common equity tier 1 è al 14,76%, il tier1 al 16,90% e il total capital ratio al 19,8%. Il rating dell’emissione dovrebbe essere B+ per Fitch. Nel corso degli ultimi anni, aggiunge Alessi, Banco Bpm ha «beneficiato di diversi upgrade dalle 3 agenzie che ne sottolineano l’ottima gestione unita al miglioramento dell’intero settore».
Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, il l’At1 di Banco Bpm potrebbe incrementare il Tier 1 ratio della banca di circa 62 punti base, portandolo al 17,5% rispetto al 16,9% del primo trimestre, un livello superiore alla mediana del comparto bancario del 17%.
Con questa emissione, proseguono gli esperti, il cuscinetto At1 della banca «potrebbe raggiungere il 2,8%, ben al di sopra del requisito minimo dell’1,9%, con un surplus di circa 600 milioni di euro». Il nuovo strumento potrebbe essere destinato a rimborsare anticipatamente il precedente At1 da 400 milioni al 6,5%, con prima call prevista per gennaio 2026. Quest’ultimo «presenta attualmente una cedola (di back-end) del 9,3%, rendendo l’opzione di rimborso anticipato economicamente vantaggiosa per l’emittente», concludono gli esperti. (riproduzione riservata)