È partito il conto alla rovescia per i conti trimestrali delle banche italiane. Ad aprire le danze sarà Unicredit che pubblicherà i risultati il prossimo 24 ottobre. Seguiranno Intesa Sanpaolo il 3 novembre e Banco Bpm il 7 novembre, lo stesso giorno della Banca Popolare di Sondrio. Il giorno successivo toccherà a Mps e Bper Banca. Ecco le stime di Equita Sim banca per banca su margine di interesse, commissioni, costo del rischio e utile.
Nel caso di Unicredit è atteso un altro forte set di risultati. Tanto che oggi, 16 ottobre, Equita ha alzato il target price sull’azione del +7% a 30,5 euro per azione e ha confermato il rating buy. Sul fronte del margine di interesse la Sim si aspetta nel terzo trimestre del 2023 una dinamica ancora robusta (+2% trimestre su trimestre e +44% anno su anno a 3,6 miliardi di euro). Invece, sul fronte dei volumi si attende un leggero calo dei prestiti a causa del peggioramento delle condizioni di finanziamento, mentre lato depositi stima una contrazione, comunque contenuta, alla luce sia delle politiche commerciali della banca volte a difendere lo spread commerciale sia delle opportunità di impiego della liquidità a disposizione della clientela. Le commissioni, sebbene in calo trimestre su trimestre per effetto stagionalità, dovrebbero mostrarsi resilienti, solo in leggero calo anno su anno (-1%).
Il tutto per ricavi totali pari a 5,7 miliardi (-5% trimestre su trimestre e +18% anno su anno). Inoltre, il terzo trimestre non dovrebbe evidenziare un deterioramento rilevante dalla qualità del credito con un default rate su livelli molto contenuti, un costo del rischio a 18bps e accantonamenti per rischi e oneri (inclusi oneri sistemici) per 280 milioni, in linea con il livello del terzo trimestre del 2022 (92 milioni nel secondo trimestre del 202). L’utile netto è atteso a 1,8 miliardi.
Invece, l’utile netto del terzo trimestre del 2023 di Intesa Sanpaolo (rating buy e target price a 3,6 euro) dovrebbe attestarsi a 1,75 miliardi (-1% trimestre su trimestre), coerente con un utile netto dell’intero esercizio vicino a 8 miliardi. In particolare, Equita si attende un margine di interesse a 3,6 miliardi, in crescita del 2% trimestre su trimestre (+53% anno su anno), grazie all’ulteriore incremento dei tassi di mercato e a un deposit beta contenuto. Sul fronte dei volumi prevede un leggero calo sia della raccolta diretta sia delle erogazioni dei prestiti. Sul fronte delle commissioni, Equita ha stimato un calo del -5% trimestre su trimestre a causa della tipica stagionalità trimestrale, mentre nel confronto anno su anno si attende un calo molto più contenuto (-2%) per ricavi totali a 6,2 miliardi (-1% trimestre su trimestre e +25% anno su anno).
Sotto la linea operativa, ha previsto un costo del rischio sotto 45bps senza utilizzo di overlays, accantonamenti per perdite su crediti pari a 0,5 miliardi (42bps) e un Cet1 sostanzialmente stabile (13,7% nel secondo trimestre del 2023). Complessivamente, Equita vede quindi Intesa Sanpaolo ben posizionata per superare la guidance di un margine di interesse oltre 13,5 miliardi e per fine anno stima un utile netto in area 8 miliardi (la guidance della banca prevede un utile ben al di sopra di 7 miliardi), senza includere il potenziale impatto della tassa sugli extraprofitti (650 milioni). A novembre Intesa Sanpaolo definirà l’entità dell’interim dividend (almeno 2,45 miliardi), mentre sarà da vedere se verranno fornite ulteriori indicazioni in merito a eventuali ulteriori distribuzioni di capitale. Equita a valere sul bilancio 2023 si aspetta un dividendo di 31 centesimi di euro per azione (yield del 12,8%) contro i 16 centesimi del 2022.
Equita si aspetta un altro buon trimestre anche da Banco Bpm (rating buy e target price a 5,8 euro) con un approccio prudente sui costi. In particolare, ha stimato un ulteriore incremento del margine di interesse del +5% trimestre su trimestre a 849 milioni (+54% anno su anno). Mentre sul fronte delle commissioni, ha previsto un calo trimestre su trimestre del 3% alla luce della stagionalità del trimestre. Quindi i ricavi totali sono attesi a 1,333 miliardi, piatti trimestre su trimestre e +17% anno su anno. Fronte costi, non esclude che Banco Bpm - anche in vista del prossimo piano industriale - possa adottare un approccio prudente in relazione ai costi del personale, considerando le trattative in corso per il rinnovo del contratto bancario nazionale. Quindi si aspetta costi in aumento del +3% trimestre su trimestre. Inoltre, sconta un peggioramento della qualità del credito, con un costo del rischio sotto 50bps e accantonamenti per perdite su crediti a 126 milioni (47bps). Mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi a 282 milioni. Con il business plan che verrà presentato da Banco Bpm nel quarto trimestre del 2023, Equita non si attende che la banca riveda la guidance e per fine anno sconta un utile netto di 1,25 miliardi, pre eventuale impatto della tassa sugli extraprofitti (155 milioni).
Non solo Bper Banca (hold e target price a 4,5 euro) riporterà un altro forte set di risultati trimestrali ma grazie a questi rivedrà al rialzo la guidance conservativa per il 2023 fornita con i conti del secondo trimestre di quest’anno. Tanto che Equita ha alzato il target price del +9% a 4,5 euro (rating hold). In questo caso, Equita si aspetta un margine di interesse stabile trimestre su trimestre a 816 milioni. Anche per quanto riguarda le commissioni non si attende particolari variazioni rispetto al trimestre precedente. I ricavi totali sono stimati a 1,333 miliardi, flat trimestre su trimestre. Al contempo non sconta un deterioramento dalla qualità del credito con default rate su livelli contenuti. Il costo del rischio, di conseguenza, è visto a 45bps e l’utile netto a 337 milioni. Ma con un utile nei primi nove mesi del 2023 visto a oltre 1 miliardo, Bper dovrà rivedere “significativamente” al rialzo la guidance del 2023 di 1,1 miliardi. Equita si attende 1.4 miliardi, senza includere per il momento l’eventuale impatto della tassa sugli extraprofitti (140 milioni).
Anche nel caso di Mps il margine di interesse confermerà una traiettoria di crescita, con l’effetto tassi che più compenserà l’effetto volume. Equita ha stimato un incremento del margine di interesse del 4% trimestre su trimestre a 600 milioni (+58% anno su anno). Invece, non si aspetta un trimestre particolarmente brillante lato commissioni, viste in calo del -6% trimestre su trimestre anche per effetto della tipica stagionalità del periodo e del -3% anno su anno, con le condizioni di mercato che dovrebbero aver influito negativamente sulle fees da bancassurance. Dunque, i ricavi totali sono previsti a 950 milioni (-2% trimestre su trimestre, +31% anno su anno). Oltre a una stabilizzazione dei costi operativi, come per le altre banche, anche nel caso di Mps la Sim non si aspetta un’evoluzione negativa dell’asset quality, con un costo del rischio in area 50- 55bps. Con il trimestre impattato da oneri sistemici per 85 milioni, secondo Equita, l’utile pre-tasse di Mps dovrebbe essere pari a 292 milioni.
Con un utile pre-tasse atteso a oltre 900 milioni nei primi nove mesi del 2023, anche nel caso di Mps Equita vede spazio per una revisione al rialzo della guidance (oltre 1 miliardo). il target price sull’azione sale così del +3% a 3,4 euro, ma il rating resta hold. «La riduzione del petitum sui rischi straordinari ed eventuali conseguenti rilasci di riserve rappresentano potenzialmente catalyst positivi a riduzione del gap valutativo con i competitor», sottolinea la Sim. Dall’altro lato, conclude la Sim, «continuiamo a vedere un rischio di overhang (eccesso di carta sul mercato, ndr) legato a un eventuale piazzamento della quota in mano allo Stato e non consideriamo l’M&A necessariamente come uno scenario di breve termine». (riproduzione riservata)