Gli istituti bancari italiani tornano, dopo la questione degli extra-profitti, sotto la lente d’ingrandimento del governo Meloni. Il maggior gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, ha infatti iniziato a spostare circa 300mila clienti definiti digitali dalla sua rete bancaria tradizionale a Isybank, banca del medesimo gruppo ma completamente online e fruibile esclusivamente mediante una app dedicata.
Isybank, basata sul cloud e lanciata a giugno, rappresenta un elemento chiave dei piani dell’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, non solo perché si rivolge a circa 4 milioni di clienti di Intesa, che generano circa 200 milioni di euro di ricavi all'anno, ma soprattutto perché riuscirebbe a garantire 600 milioni di euro di risparmi nei costi nel 2025, e poi 800 milioni all’anno nel 2026 e nel 2027.
Intesa Sanpaolo non ha comunicato preventivamente «al ministero dell’Economia e delle Finanze l’operazione di trasferimenti della categoria di correntisti “clientela digitale” alla banca online Isybank». Lo ha segnalato Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, in vece del numero uno del Mef, Giancarlo Giorgetti, all’interrogazione a risposta immediata presentata da Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, e altri onorevoli di Fdi proprio in tema Intesa-Isybank.
Di conseguenza, le informazioni sul passaggio dei clienti da Intesa Sanpaolo a Isybank «sono state acquisite dalle competenti Autorità di vigilanza». In particolare, ha precisato Ciriani, Banca d’Italia ha avuto una interlocuzione con l’Istituto, raccomandando a Intesa di: curare attentamente la comunicazione alla clientela, consentire ai clienti non interessati al passaggio in Isybank di mantenere il rapporto con Intesa e assicurare l’ordinato trasferimento dei rapporti. Intesa Sanpaolo, spiega Via Nazionale, ha fornito rassicurazioni su ciascuno dei punti citati.
Eppure, successivamente all’avvio dell’operazione, Bankitalia «ha ricevuto diversi esposti relativi ai trasferimenti dei rapporti di conto corrente verso Isybank» ha detto Ciriani. Così Palazzo Koch ha chiesto conferma a Intesa Sanpaolo di aver rispettato le indicazioni in merito alle comunicazioni trasparenti e inequivocabili per la clientela in via di trasferimento. E soprattutto di aver previsto la possibilità per coloro che non si riconoscono nella categoria della clientela digitale di non essere trasferiti in Isybank e di consentire il rientro in Intesa Sanpaolo per coloro che lo richiedano (dopo i termini inizialmente previsti per l’esercizio di tale facoltà). Gli esponenti di Fdi si sono detti soddisfatti sul fatto che siano stati ribaditi questi concetti da Via Nazionale, perché tutelano i clienti.
Nondimeno Banca d’Italia ha raccomandato a Intesa «di continuare a prestare assistenza alla clientela coinvolta e di fornire riscontro a tutti i reclami ricevuti» e anche su questo Isp ha fornito adeguate rassicurazioni. Ad ogni modo, ha concluso Ciriani, Bankitalia continuerà a monitorare l’operazione per i profili di competenza.(riproduzione riservata)