La Popolare di Sondrio chiude il miglior trimestre della sua storia e risponde così all’ops lanciata da Bper. Tra gennaio e marzo la banca valtellinese ha battuto le attese sull’utile, salito a 173,3 milioni (+19,3%), sopra la forchetta di 155-159 milioni ipotizzata dagli analisti.
Sondrio ha stupito anche sul margine d’interesse, cresciuto a 272,1 (+1,9%) nonostante i tagli della Bce. Il merito è dell’incremento delle erogazioni, aumentate a 35,9 miliardi (+2,4%). Bancassurance e risparmio gestito hanno spinto invece le commissioni, salite a 115,4 milioni (+8%). Confermata anche la solidità patrimoniale della banca con un cet1 ratio al 14,3% e un npl ratio netto limatosi all’1%.
«Questi risultati costituiscono il migliore viatico verso la realizzazione del nuovo piano industriale 2025-2027», commenta il ceo e dg Mario Alberto Pedranzini. «L’obiettivo è ampliare le quote di mercato, diversificare le fonti di ricavo, rafforzare il modello di business e renderlo ancor più profittevole e resiliente. Il piano di funding è sempre sottoposto alla nostra massima attenzione: potremmo uscire con un prestito obbligazionario mentre un buyback non è alle viste».
Prima della trimestrale il titolo Banca Popolare di Sondrio ha chiuso la seduta piatto a 11,315 euro (+0,04%). Il valore delle azioni Bper invece è salito a 7,396 euro (+0,5%). L’ops quindi resta a sconto del 5,22%. Con i conti Sondrio ha annunciato anche la nomina del nuovo presidente Pierluigi Molla, che prende il posto di Francesco Venosta. (riproduzione riservata)