I commissari Francesco Fioretto e Dino Donato Abate, insieme con il dg Mario Crosta, lavorano senza sosta sul nuovo piano industriale 2025-28 e soprattutto su quello del rafforzamento patrimoniale della Banca di Credito Popolare, istituto di Torre del Greco (Napoli). Secondo fonti finanziarie l’intervento sul patrimonio vedrà la luce alla fine di settembre e dovrebbe chiarire il futuro dell’istituto.
I commissari inviati in affiancamento dalla Banca d’Italia lo scorso maggio sono arrivati a Torre del Greco dopo un’ispezione che ha riscontrato irregolarità nella classificazione di alcuni titoli, non coerenti con il profilo di rischio. Il bilancio 2023 si è chiuso con una minusvalenza di quasi 8 milioni dalla cessione di titoli hold to collect, che hanno pesato per quasi la metà sulla perdita complessiva di 16,6 milioni.
Ai funzionari di Via Nazionale e al dg insediatosi a gennaio dopo un ricambio dei vertici, è stato assegnato il compito di «ripristinare un’operatività improntata ai principi di sana e prudente gestione» in una logica che guardi anche al medio-lungo periodo.
La Banca di Credito Popolare proverà prima ad andare avanti da sola. In che modo però non è chiaro, perché si tratta di una popolare, forma societaria che rende più complessi gli aumenti di capitale. Più probabile che si stia guardando a un rafforzamento del patrimonio di vigilanza attraverso l’emissione di titoli AT1.
Non è escluso comunque il coinvolgimento di un partner. I dialoghi vanno tutt’ora avanti con più soggetti. Nei mesi passati si è fatto il nome delle popolari del Lazio e di Ragusa, oltre che di quella di Puglia e Basilicata. BdM (l’ex Popolare di Bari) sembra invece fuori dalla partita per la freddezza della capogruppo Mcc.
La banca campana prosegue l’attività ordinaria con numeri in crescita. Il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 4 milioni (dagli 874 mila euro di perdita dell’anno scorso). In questi mesi si è conclusa un’importante attività di derisking sul portafoglio titoli, che ha riportato gli indicatori di solidità patrimoniale in linea con i requisiti minimi fissati da Via Nazionale (13,65%). La banca ha migliorato l’efficienza della struttura e punta a ridurre ancora i costi.
Uno sforzo in più andrà fatto anche sui crediti deteriorati: l’npl ratio netto è sceso al 5,68% dal 5,96% di dicembre ma resta alto anche se i tassi di default non preoccupano. Secondo quanto indicato nella relazione semestrale, hanno tenuto sia la raccolta sia gli impieghi e la banca si è rifocalizzata sul territorio e meno sulle attività finanziarie. L’obiettivo è espandere i prestiti alle pmi, la cui domanda dovrebbe essere stimolata dal taglio dei tassi. Le sforbiciate della Bce incideranno anche sui margini, ecco perché la banca vuole rafforzare i ricavi da commissioni. (riproduzione riservata)