La Banca d’Italia chiede una revisione dei requisiti di liquidità, suggerisce una riflessione approfondita sul bail-in, propone una protezione pubblica nelle crisi e invita a valutare un incremento della soglia di depositi garantiti (oggi sono quelli sotto 100 mila euro, mentre negli Usa si arriva a 250 mila dollari). È quanto emerge dall’intervento di Luigi Federico Signorini, direttore generale di Bankitalia, a Roma alla Giornata del Credito.
Quanto alla trasformazione delle scadenze, Signorini ha sottolineato che è regolata in modo lacunoso, a differenza di quanto avviene per l’altra funzione fondamentale delle banche, ovvero la creazione di leva finanziaria. Il problema è emerso nella crisi di Silicon Valley Bank (Svb) e delle banche regionali Usa (su cui ieri è stato pubblicato un rapporto del Comitato di Basilea). Secondo la Banca d’Italia serve andare oltre i requisiti di Basilea che si occupano della trasformazione delle scadenze solo con l’indice di liquidità di lungo termine Nsfr (Net Stable Funding Ratio).
«Non sarebbe male introdurre limiti prudenziali alla trasformazione delle scadenze espliciti e sufficientemente articolati del genere di quelli un tempo stabiliti dalla Banca d’Italia», ha osservato Signorini. «Essi potrebbero concretizzarsi in un’evoluzione dell’Nsfr che non ha dimostrato di servire a molto».
L’indice di Basilea, anche se fosse stato imposto a Svb, sarebbe risultato sempre rispettato dalla banca perché distingue solo tra durate superiori e inferiori all’anno e non considera l’intera struttura per scadenze del bilancio. Perciò secondo Signorini «si sarebbe dovuto costruire un indicatore più granulare» come quelli definiti in passato dalla Banca d’Italia.
L’altro indicatore di liquidità di Basilea, quello a breve termine (Lcr), per Signorini ha funzionato meglio ma in futuro si dovrebbe considerare meglio «la maggiore facilità tecnica di spostare fondi istantaneamente» per effetto di digitalizzazione e social media (una linea diversa da quella espressa dal presidente della Vigilanza Bce Andrea Enria nella recente intervista a MF-Milano Finanza). La normativa sul Lcr potrebbe essere integrata, secondo Bankitalia, con requisiti su attività minime da impegnare presso la banca centrale.
Un rischio connesso alla trasformazione delle scadenze è quello di tasso. Sulla materia «oggi ci sono prescrizioni di secondo pilastro (cioè individuali, ndr), poco armonizzate, poco cogenti e basate su una metodologia troppo semplificata e rigida», ha rilevato Signorini che ha proposto di rafforzare la disciplina, senza però introdurre vincoli di primo pilastro (cioè uguali per tutte le banche).
In tema di crisi bancarie, «resta necessaria una riflessione approfondita circa l’impatto sui mercati di ipotetiche risoluzioni di grandi banche basata sul bail-in», ha osservato il dg di Bankitalia. L’unico caso finora registrato, quello di Banco Popular, non fa testo per il salvataggio di Santander: in ogni caso ci sono ancora oggi dispute legali sulla vicenda. Anche la svalutazione dei titoli AT1 è problematica per i danni reputazionali per la banca.
Quanto ai depositi, le crisi negli Usa hanno mostrato per Signorini «la rilevanza dell’incidenza di depositi non assicurati nell’accelerazione di crisi di liquidità». Perciò «una valutazione dell’opportunità di incrementare la soglia europea, fissata a 100 mila euro dal 2010, è in corso. Seguiamo i lavori con attenzione». In ogni caso «crisi di fiducia e rischi di contagio richiedono flessibilità nell’uso degli strumenti e qualche volta misure di natura eccezionale, come la systemic risk exception negli Usa, nonché la disponibilità di un backstop pubblico di liquidità». Signorini ha ribadito l’importanza dei fondi di tutela dei depositi nelle crisi e ha osservato «con rammarico la totale assenza di progressi verso l’istituzione di un sistema di garanzia europeo».
Intanto sui tassi Bce ieri il governatore francese Villeroy De Galhau ha detto con chiarezza: «Non ci sono le condizioni per un nuovo aumento» dopo il rialzo «eccessivo» dei tassi di mercato e gli ultimi «buoni» dati sull’inflazione nell’Eurozona. (riproduzione riservata)