Le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti restano prudenti sulla situazione economica generale del terzo trimestre del 2024, definita stabile dal 72% dei partecipanti all’indagine di Banca d’Italia sulle aspettative di inflazione e crescita. La cautela nasce dalle prospettive delle aziende italiane sull’andamento della domanda corrente, sia interna sia estera.
In questo caso le attese sono peggiorate a causa della debolezza delle vendite dell’industria in senso stretto: qui il saldo tra la quota di chi ha registrato un’espansione delle vendite e chi una contrazione si è ridotto di quasi il 10% a -17. Anche le stime sul prossimo trimestre sono meno positive in tutti i comparti di attività. «Le prospettive sulle condizioni operative a breve termine rimangono deboli», si legge nel documento, «risentendo ancora dell’incertezza economico-politica» e in misura più contenuta dei timori sui prezzi delle materie prime energetiche.
L’indagine di Via Nazionale rivela anche che le imprese continuano a riportare «valutazioni negative sulle condizioni per investire», mentre restano «stabili quelle sull’accesso al credito». Il giudizio sulla posizione complessiva di liquidità è di poco migliore, perché le aziende italiane la considerano «ancora soddisfacente».
Perplessità, invece, sulla spesa per investimenti, attesa «complessivamente in rallentamento nel 2024». Peggiora anche la dinamica dell’occupazione per il prossimo trimestre, che le imprese italiane giudicano «meno favorevole rispetto alla precedente indagine». Con un’eccezione: le costruzioni, dove si continua a prefigurare un’espansione.
Le buone notizie riguardano l’inflazione, tornata sotto controllo in Europa dopo la stretta monetaria della Bce che, per stimolare la crescita, è tornata a tagliare i tassi. Sul punto Banca d’Italia osserva che i listini praticati dalle imprese negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo meno intenso rispetto alla precedente rilevazione.
«Per i prossimi 12 mesi le imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi continuano ad attendersi una crescita dei propri prezzi moderata, a fronte di una dinamica più elevata nelle costruzioni», si legge nel report. «Le aspettative delle imprese sull’inflazione al consumo sono lievemente cresciute su tutti gli orizzonti temporali, restando tuttavia su livelli contenuti». (riproduzione riservata)