
Un mondo nuovo e coraggioso e la necessità di proteggere il futuro dei portafogli. Ci siamo lasciati alle spalle la crisi finanziaria globale (GFC) e gli investitori devono ora confrontarsi con un nuovo regime macro, con un “nuovo mondo", affermano in un report gli strategist di Berenberg.
Questo nuovo regime macro è caratterizzato da: maggiori perturbazioni (politica, geopolitica, deglobalizzazione); uno spostamento dall'attivismo monetario a quello fiscale e un'asimmetria al rialzo rispetto al rischio di inflazione. Nell'era post-GFC, ha pagato bene allineare i portafogli di investimento all'attivismo monetario, segnano gli esperti di Berenberg; i beneficiari della liquidità (ossia gli asset a lunga durata) hanno sovraperformato. Mentre il rischio di inflazione più elevato richiede una riflessione sull'asset allocation per proteggere i rendimenti reali in futuro. «La nostra strategia azionaria a prova di futuro mira a proteggere i portafogli azionari a lungo termine, cercando società con vantaggi competitivi e crescita strutturale», suggeriscono gli esperti di Berenberg.
Gli strategist di Berenberg hanno adottato un’asset allocation non convenzionale a partire da luglio 2020. All'epoca, il portafoglio tradizionale 60/40 non era in grado di offrire una copertura sufficiente contro il rischio d'inflazione, visti i rendimenti obbligazionari ultra-bassi. «Continuiamo a mantenere un approccio di asset allocation non convenzionale: 40% azionario, 20% reddito fisso grazie alla ripresa dei rendimenti e il restante 40% dedicato a investimenti alternativi e liquidità. liquidità. All'interno della componente azionaria della nostra asset allocation, gestiamo l'esposizione alle nostre strategie di "fiscal kicker" e “a prova di futuro”».
In assenza di politiche di quantitative easing da parte delle autorità monetarie, l'attivismo fiscale è diventato il principale sostegno per gli asset finanziari. Un metodo per rendere i portafogli a prova di futuro è quello di allinearsi alle spese/azioni governative previste. I Paesi sviluppati sembrano, infatti, propensi ad allocare il capitale verso settori strategici quali difesa, tecnologia, sanità, informatica ed energie rinnovabili. Allineare i portafogli alle spese governative previste dovrebbe, quindi, permettere di ottenere un'esposizione alla crescita strutturale, dato l'impegno fiscale a lungo termine nei confronti di settori selezionati, e contribuire a coprire i portafogli contro il rischio di un’inflazione più elevata, dato che i contratti pubblici sono spesso legati all'inflazione.
Gli strategist di Berenberg hanno poi chiesto agli analisti della banca d’affari quali società da loro coperte si trovano nella posizione migliore per sovraperformare nei prossimi 5-10 anni. Queste società dovrebbero avere un vantaggio chiave, ad esempio una crescita strutturale, avere una posizione da leader nel settore tecnologico, un vantaggio competitivo sostenibile e un valore basso.

Da qui nasce un elenco di 42 società che dovrebbero garantire agli investitori azionari di lungo termine un buon investimento nei prossimi 5-10 anni: tra le banche l’italiana Fineco; tra i servizi finanziari AJ Bell, FlatexDegiro, Hypoport, IntegraFin, Lse, OSB Group; tra le risorse di base Yellow Cake; tra i chimici Novozymes e Symrise; tra le costruzioni e i materiali Belimo, Volution; tra i prodotti di consumo Compass Group, Cvs Intercos e Sixt; nel comparto energy Certes; nel food & beverage Lotus Bakerles; nell’healthcare EssilorLuxottica e Novo Nordisk; tra gli industriali DiscoverIE, Ferguson, Marel, Rheinmetall, SIG Group, Thales, VAT Group; tra gli assicurativi Munich Re; tra i media CTS Eventim; nel settore immobiliare Montea, Vonovia SE; tra i retailers Hornbach, JD Sports, Pets at home; tra i tecnologici ASMI, ASML, IFX; tra le tlc Deutsche Telekom e Inwit; nel travel&leisure Flutter Entertainment; infine, tra le utilities Acciona Energia e Veolia. (riproduzione riservata)