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Azioni: c'è fermento nel settore pharma

24 aprile 2023, 07:40 Ultimo aggiornamento: 07:41

Premi a tre cifre percentuali in operazioni di m&a se ne sono visti pochi. Eppure la scorsa settimana con un esborso di 2 miliardi di dollari il colosso farmaceutico britannico, Gsk, ha acquisito la canadese Bellus Health offrendo 14,75 dollari per azione, il 103% in più rispetto al prezzo di chiusura del titolo il giorno prima dell’annuncio. Cosa ha portato Gsk al tavolo delle trattative? Il farmaco camlipixant per la tosse cronica refrattaria, che è in fase avanzata di sviluppo. Così entrerà in competizione con Msd che sta sviluppando un prodotto della stessa classe. Se le cose andranno secondo i piani, il camlipixant arriverà sul mercato entro il 2026. È chiaro da questo buyout biotecnologico che le grandi case farmaceutiche sono disposte a pagare cifre da capo giro per acquisire farmaci in fase avanzata. Dopotutto nella stessa settimana la statunitense Merck ha pagato un premio del +75,4% per acquisire la società biotecnologica californiana, Prometheus Biosciences, mettendo sul piatto 10,8 miliardi di dollari (200 dollari per azione).

 


La mossa di Merck arriva mentre il brevetto di uno dei suoi farmaci anti-cancro più famosi, il Keytruda, è prossimo alla scadenza, il che potrebbe far perdere all'azienda miliardi di dollari (nel 2022 ha generato 21 miliardi di introiti). Invece la società acquisita sta sviluppando un trattamento per le malattie autoimmuni, tra cui la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. L’acquisizione rafforzerà, quindi, la posizione di Merck nel campo in rapida crescita dell'immunologia. In quest’ottica a novembre 2022 ha comprato per 1,35 miliardi di dollari Imago BioSciences, società biotecnologica che sviluppa trattamenti per il cancro del sangue. Invec non è andata in porto l’acquisizione di Seagen, le è stata soffiata da un altro gigante statunitense, Pfizer, per 43 miliardi di dollari. Le attività di M&A sono in fermento nel settore farmaceutico proprio in vista della scadenza dei brevetti che, secondo Bloomberg Intelligence, farà perdere nel complesso oltre 200 miliardi di dollari di vendite annuali fino al 2030.

 

Altre operazioni a premio nel settore, di conseguenza, si concretizzeranno a stretto giro, soprattutto tra le società europee perché sono più convenienti. La stessa Gsk, secondo Kerry Holford, analista di Berenberg, ha una valutazione convincente: «tratta a 9,6 volte gli utili stimati per il 2024 a fronte delle 16,2 volte dei competitor e in termini di ev/npv tratta a sconto del 30% rispetto alle società rivali, 0,79 contro 1,11 volte. Abbiamo un prezzo obiettivo a 17,30 a sterline sull’azione anche perché ci aspettiamo ulteriori acquisizioni e partnership. Dopo l’acquisizione di Bellus, stimiamo che Gsk abbia ancora 3 miliardi di sterline di liquidità da spendere e la partecipazione in Haleon del valore di 4 miliardi può fornire ulteriori opzioni». Holford consiglia poi l’acquisto di Astrazeneca e Roche anche se sono un po’ più care: trattano a 17,7 e 13,4 gli utili 2024. «Ribadiamo, inoltre, il nostro rating buy con un target price a 124,40 euro su DiaSorin per motivi di valutazione: tratta a 22,5 volte gli utili 2024 e a 14 volte l’ev/ebitda, a sconto del 15% rispetto ai peer. Ma mettiamo in guardia dalla possibilità di una revisione al ribasso della guidance di medio termine, da un esito sfavorevole della partnership QuantiFeron dopo la scadenza dell'esclusiva e da ulteriori potenziali ritardi nel lancio di prodotti molecolari». Più selettivo Michael Leuchten, analista di Ubs, che punta su Bayer, perché molto conveniente ai prezzi attuali (8,2 volte gli utili 2023) e offre un rendimento del dividendo che sfiora il 4%, e sulla tedesca Merck KGaA che vanta tassi di crescita medi degli utili di tutto rispetto: +10,4% all’anno per il periodo 2023-2026. Ed è sempre tra le large cap del comparto che pesca Emily Field di Barclays: «riteniamo che Novo Nordisk sia quella meglio posizionata in vista dei risultati del primo trimestre 2023, data la sua solida performance nei settori diabete e obesità. Ci aspettiamo buoni risultati anche da Sanofi che consigliamo di sovrappesare in portafoglio insieme ad Astrazeneca».



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