La galassia Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, brilla a Piazza Affari, sull’euforia provocata dall’annuncio di Donald Trump sull’«accordo imponente» col Giappone, che fissa al 15% i dazi con Tokyo, al di sotto del 25% minacciato in una lettera all’inizio di questo mese, ma sopra il 10% in vigore durante i negoziati tra i due paesi. L’aspettativa degli investitori è che dopo l’intesa con il Giappone gli Usa possano raggiungerne un’altra con l’Unione europea.
A farla da padrone Stellantis che il 23 luglio a Piazza Affari è balzato del 9,1%, mentre Iveco ha chiuso in rialzo del 7,3%. A sostenere i due titoli diversi fattori. Il primo, più generale, riguarda appunto l’accordo sui dazi siglato tra Giappone e Stati Uniti. Nello specifico nell’accordo è incluso anche il settore dell’automotive e questo dà impulso al settore sia dell’auto che dei truck.
Non solo. Il titolo Iveco beneficia anche dei buoni conti della società statunitense Paccar che nel secondo trimestre sono stati superiori alla attese. Nel dettaglio il produttore di camion statunitense ha superato le stime di profitto e ricavi del secondo trimestre, grazie alla forte domanda nel segmento dei ricambi aftermarket. «Il mercato dei camion nordamericano è influenzato dalle condizioni economiche, dall’impatto incerto dei dazi doganali e da un mercato dei carichi deboli», ha dichiarato l’amministratore delegato Preston Feight. I ricavi dal segmento dei ricambi sono cresciuti del 3,4%, raggiungendo 1,72 miliardi di dollari nel secondo trimestre rispetto all’anno precedente; l’utile trimestrale rettificato di 1,37 dollari per azione, superando la stima media degli analisti di 1,29 dollari; mentre i ricavi del secondo trimestre sono stati pari a 7,51 miliardi di dollari battendo le aspettative di mercato fissate a 7,03 miliardi di dollari.
Tornando a Iveco sullo sfondo restano i colloqui con Tata Motors che sarebbe interessata ad acquisire la quota di maggioranza attualmente in mano a Exor. Rumors che nelle sedute precedenti hanno dato impulso alle azioni di Iveco.
Il deal, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe praticamente pronto, dovrà essere preceduto dallo scorporo della divisione Difesa (a cui guardano Leonardo e Rheinmetall); una operazione che permetterebbe di creare una ‘Iveco più light’ e quindi più nelle corde di Tata Motors e allo stesso tempo di espandersi nel mercato indiano. La settimana prossima la società fornirà i conti semestrali e non si escludono aggiornamenti sul dossier. (riproduzione riservata)