Volkswagen in crisi (93,02 euro, 0,6% sul Dax lunedì alle ore 10 circa) vuole risparmiare da subito almeno 4 miliardi di euro. Il colosso tedesco dell’auto, che nelle scorse settimane ha lanciato un profit warning e mercoledì 30 svelerà i conti trimestrali, sta vagliando una serie di misure per ridurre i costi del suo marchio principale e risparmiare il più possibile nel tentativo di recuperare un po’ di redditività in un contesto di vendite in calo, soprattutto in un mercato fondamentale come quello cinese.
Come riportato dal quotidiano Handelsblatt, che cita fonti interne all’azienda, tra le opzioni sul tavolo, ci sono una riduzione del 10% degli stipendi e un blocco degli aumenti salariali per i prossimi due anni. Sempre secondo la stampa tedesca, la dirigenza di Volkswagen ha preso in considerazione altre possibili misure per ridurre i costi, tra cui la limitazione dei bonus per i dirigenti, la riduzione dei benefici per i dipendenti legati agli anniversari di lavoro. Secondo Bild e die Welt, però, Volkswagen chiuderà almeno tre fabbriche in Germania e non due come finora era stato preventivato. È quello che ha reso noto il consiglio di fabbrica del colosso dell’auto tedesca, secondo la stampa tedesca.
Il gruppo impiega circa 120 mila persone in Germania, di cui circa la metà lavora presso la sede centrale e lo stabilimento principale del marchio che si trovano nella città di Wolfsburg, nel nord della Germania. Nel Paese però marchio Vw gestisce un totale di 10 stabilimenti, sei dei quali si trovano in Bassa Sassonia, tre nello Stato orientale della Sassonia e uno nello Stato occidentale dell'Assia. A settembre, il colosso tedesco ha posto fine a un accordo di lunga data con i sindacati, in vigore da oltre 30 anni, che impediva i licenziamenti, ora invece possibili a partire dalla metà del 2025. Nelle scorse settimane Volkswagen ha spiegato di avere una sovraccapacità produttiva in Europa di circa 500 mila auto rispetto all’attuale domanda del mercato nel continente, dove si vendono complessivamente circa 2 milioni di vetture in meno rispetto al pre-Covid. Per questo motivo il gruppo vuole chiudere degli impianti.
L’azienda automobilistica sta affrontando una crescente pressione per contenere le spese in un contesto economico complicato. I lavoratori hanno già più volte espresso insoddisfazione nei confronti della dirigenza, accusandola di non aver ancora delineato una strategia chiara per il futuro, nonostante avesse promesso l’elaborazione di un nuovo piano. Volkswagen ha rifiutato di commentare i negoziati in corso con il consiglio di fabbrica e con il sindacato Ig Metall, che rappresenta i lavoratori del settore metalmeccanico in Germania.
Dallo scorso ottobre il management di Volkswagen ha tenuto incontri settimanali con i rappresentanti dei lavoratori negli stabilimenti tedeschi per discutere dove intervenire per ridurre i costi e decidere quali modelli produrre in ciascuna fabbrica. Le trattative sugli aumenti salariali, invece, si svolgono separatamente. Il prossimo incontro ufficiale è fissato per il 30 ottobre, secondo quanto dichiarato da un portavoce del sindacato. (riproduzione riservata)