L’aumento dei costi e alcune interruzioni nella catena di fornitura, anche a causa dei recenti uragani che hanno colpito diverse aree degli Stati Uniti, pesano su Ford e costringono Il produttore americano a tagliare le previsioni sugli utili per 2024. La revisione al ribasso sui profitti, comunicata nella notte italiana tra il 28 e il 29 ottobre, ha spinto il titolo Ford a cedere oltre il 6% dopo la chiusura delle contrattazioni di lunedì a Wall Street.
Il gruppo americano dell’auto ha registrato nel terzo trimestre un calo del 26% dell’utile netto rispetto all’anno scorso, un dato influenzato anche dalla cancellazione di un Suv elettrico, che ha comportato un costo di 1 miliardo di dollari. Tra giugno e settembre Ford ha guadagnato 892 milioni, contro gli 1,2 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente e al di sotto delle stime degli analisti. Escludendo, però, le voci straordinarie, il costruttore ha riportato un utile ante imposte rettificato di 2,6 miliardi, superando le stime degli analisti di FactSet, che si aspettavano un guadagno di 46 centesimi per azione, rispetto ai 49 centesimi ottenuti. Anche i ricavi trimestrali, aumentati del 5,5% a 46,2 miliardi, hanno superato le aspettative.
Il problema di Ford è che il gruppo ha dovuto ridurre le previsioni di utili ante imposte per il 2024 a 10 miliardi, collocandosi nella parte bassa della forchetta precedentemente prevista di 10-12 miliardi. Il ceo, Jim Farley, ha spiegato che i costi stanno ostacolando la capacità di generare utili. Il direttore finanziario, John Lawler, ha sottolineato che le pressioni inflazionistiche e i costi di garanzia dei veicoli sono state più alte di quanto previsto dal gruppo.
Ford mantiene, comunque, l’obiettivo di ridurre i costi di 2 miliardi nel corso dell’anno. Un target necessario dal momento che il gruppo ha identificato un divario di 7 miliardi nei costi rispetto ai suoi concorrenti e, sebbene abbia già tagliato 2 miliardi in spese per materiali, trasporto e manodopera quest’anno, tali risparmi sono stati neutralizzati dai costi più alti. Nonostante i progressi, Ford ha ammesso che i suoi concorrenti stanno riducendo i costi a un ritmo più veloce.
Negli ultimi anni Ford ha ristrutturato le sue operazioni in Europa, ma anche in altre aree come Sud America, India e Cina, migliorando significativamente la redditività. Queste regioni, che nel 2018 avevano riportato una perdita complessiva di 2,2 miliardi, sono oggi in positivo. Farley ha sottolineato come le operazioni in Cina abbiano contribuito per oltre 600 milioni ai guadagni ante imposte dell’azienda.
Come tutti i costruttori tradizionali, anche Ford è alle prese con la sfida dell’elettrico. La società ha ridotto i costi dei veicoli elettrici di 1 miliardo, rinnovando la produzione delle batterie e riducendo la capacità del 35%. Una strategia che, secondo i piani, dovrebbe aiutare l’azienda a fronteggiare la crescente concorrenza nei veicoli elettrici, con circa 150 nuovi modelli attesi nel mercato nordamericano entro il 2026. Ford Pro, l'unità dei veicoli commerciali, ha contribuito per 1,81 miliardi agli utili ante imposte, mentre il comparto elettrico ha registrato una perdita di 1,22 miliardi. (riproduzione riservata)