Più di 100 miliardi di dollari di capitalizzazione (da 705 a 836) guadagnati in una seduta, la migliore degli ultimi 11 anni, dal maggio 2013. Il giorno dopo aver comunicato i dati del terzo trimestre Tesla è risorta in borsa con un balzo del 22% giovedì 24: la società ha stupito sugli utili (+17% a 2,2 miliardi), ha ridotto i costi di produzione e ha rilanciato i margini, ma soprattutto sembra aver convinto gli investitori che la debolezza e l’appannamento degli scorsi trimestri sono ormai alle spalle. E che la creatura di Elon Musk non è mai stata così attrezzata per la sfida globale sull’auto elettrica e per affrontare la concorrenza di colossi come la cinese Byd.
La frenata globale della domanda di veicoli elettrici e i potenziali effetti che può avere su Tesla sono elementi che da tempo preoccupano gli analisti, attenti anche alla crescente esposizione di Musk a livello politico. Ma un elemento di forza della casa americana sono proprio i dati di vendita: nel primo, secondo e terzo trimestre dell’anno neanche la rivale Byd ha consegnato più auto elettriche di Tesla.
Dopo aver sottratto al gruppo di Musk la leadership globale nell’ultimo trimestre del 2023, la casa cinese non ci è più riuscita: a fine settembre Tesla aveva venduto nel mondo quasi 1,3 milioni di vetture rispetto all’1,17 milioni di Byd e, a meno di clamorose sorprese, si confermerà regina mondiale delle auto elettriche. Difficile pensare che la casa cinese riesca a consegnare 125 mila veicoli in più di Tesla negli ultimi tre mesi dell’anno.
Sviluppare, produrre e riuscire a vendere auto elettriche resta il core business di un’azienda che Musk concepisce come tech company ma che per funzionare ed essere redditizia deve essere anche efficiente a livello industriale. Tesla e il suo capo hanno convinto il mercato del fatto che la società è ben focalizzata su questo e il conseguente balzo in borsa è ciò che serviva a un titolo rimasto depresso dopo la presentazione del robotaxi, che non ha convinto del tutto.
Il business principale invece funziona, nonostante un contesto globale difficile, e la previsione di Elon Musk è di una ripresa delle vendite di auto elettriche, con un modesto aumento quest’anno ma un vero balzo nel 2025. Presentando i risultati Musk ha detto di aspettarsi che le vendite aumentino di un 20-30%, con il taglio dei prezzi che spingerà la domanda, e ha sottolineato come la riduzione del costo del denaro agevoli i finanziamenti.
Musk ha parlato di nuovi modelli dal 2025 per svecchiare una gamma datata e renderla più accessibile. Tesla continuerà anche a lavorare a un modello di auto elettrica che abbia un prezzo economico, possibilmente attorno ai 25 mila dollari o comunque al di sotto dei 30 mila e lo farà cercando di ridurre ancora i costi per migliorare i margini di profitto. Come ha già fatto nel terzo trimestre, con il margine operativo risalito al 10,8% rispetto al 7,6% di un anno prima, anche grazie al fatto che l’azienda ha ridotto il costo dei beni per veicolo al livello più basso mai raggiunto, circa 35.100 dollari.
Tesla ora può sfruttare lo slancio dell’ultimo trimestre e le prospettive di crescita promesse da Musk, ma la sfida per il miliardario e la sua azienda restano: da un lato la corsa all’intelligenza artificiale, per la quale Tesla solo quest’anno prevede di spendere circa 10 miliardi di dollari, più del doppio del flusso di cassa generato nell'intero 2023, e dall’altro la tenuta in mercati che restano deboli, come quelli occidentali e soprattutto quello più importante, la Cina.
Proprio lì c’è il principale rivale sull’auto elettrica, Byd. Il gruppo di Shenzhen non ha ancora svelato i conti del terzo trimestre (lo farà mercoledì 30) ma ha appena raggiunto un traguardo storico con la produzione del suo novemilionesimo veicolo a nuova energia (Nev) ed è su questo tipo di vetture che il colosso cinese vuole basare la sua crescita, anche in Europa.
Con Nev si intendono tutti i tipi di veicoli elettrici, da quelli completamente elettrici alimentati a batteria, a quelli ibridi e ibridi plug-in. Per Byd la sfida non è tanto sull’auto elettrica con Tesla ma con tutta l’industria automotive sulla leadership nei veicoli alimentati con fonti di energia alternative ai combustibili fossili, come ha voluto sottolineare l’executive vice president del gruppo, Stella Li, durante un incontro ristretto con la stampa a cui ha partecipato MF-Milano Finanza. Li è anche capo delle operazioni di Byd in Europa e, con l’aiuto dell’ex alto dirigente di Fca ai tempi di Sergio Marchionne, Alfredo Altavilla, appena nominato special advisor per l’Europa, guida l’espansione nel Vecchio Continente.
«Vogliamo che l’Europa sia il nostro mercato più importante fuori dalla Cina», ha spiegato Li, rivelando che «i Paesi dove siamo più forti sono Uk, Spagna e Francia». Ma anche l’Italia è uno sbocco centrale per Byd come mercato, più difficilmente come approdo per la produzione. «Non abbiamo discussioni aperte con il governo su questo», ha confermato Li.
In Europa Byd disporrà di due stabilimenti produttivi nei prossimi anni. Uno in Ungheria, che potrebbe partire già nel 2025 e avrà una capacità tra le 150 mila e le 300 mila vetture l’anno, e uno in Turchia da 200 mila vetture l’anno. Un potenziale da mezzo milione di auto prodotte all’anno per lanciare la sfida non solo a Tesla ma a tutte le case europee. (riproduzione riservata)