Il primo trimestre del 2025 conferma le difficoltà per i big tedeschi dell’auto. Dopo che Volkswagen ha riportato una flessione dei profitti superiore al 40%, anche Mercedes (-2,4% in borsa il 30 aprile) ha annunciato un calo del 43% dell’utile netto a 1,73 miliardi di euro, un risultato inferiore alle attese degli analisti. A differenza della rivale ha inoltre rivisto la guidance per l’intero anno.
Nel frattempo, l’altro colosso tedesco Bmw, come riporta Autonews, ha comunicato ai concessionari statunitensi l’intenzione di posticipare la produzione dei veicoli elettrici a partire da maggio, a causa del quadro commerciale incerto e delle nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti.
Il gruppo Mercedes ha spiegato che l’attuale contesto geopolitico e le mosse commerciali dell’amministrazione Trump hanno introdotto «una volatilità troppo elevata per poter valutare con affidabilità l’andamento del business nei prossimi mesi». In particolare, le tariffe sull’import di automobili e componenti rischiano di colpire duramente le catene di fornitura globali, aumentando il costo per il trasporto internazionale dei veicoli e comprimendo i margini.
Nel primo trimestre il crollo dell’utile netto riflette l’andamento in frenata del settore e i primi effetti delle tensioni commerciali tra Stati Uniti, Europa e Cina. Il gruppo ha segnalato che, qualora le attuali misure tariffarie dovessero rimanere in vigore, le divisioni auto e van registrerebbero un peggioramento dei margini operativi e dei flussi di cassa, aggravando la pressione sui risultati già deboli.
Nonostante l’annuncio da parte del presidente Trump di un alleggerimento dei dazi per le case che producono negli Stati Uniti, Mercedes continua a essere penalizzata dal doppio ruolo di esportatore dall’Europa verso il Nord America e produttore locale con impianti americani destinati anche all’export verso mercati sensibili come la Cina.
Anche Bmw (-3% in borsa il 30 aprile) si muove con cautela. In un memo inviato il 29 aprile ai rivenditori statunitensi, la casa bavarese ha annunciato che posticiperà la produzione di veicoli elettrici a partire da maggio, senza fornire ulteriori dettagli sui tempi. La decisione arriva in un momento in cui il brand stava registrando un ottimo andamento delle vendite dei propri modelli Ev in Nord America: nel primo trimestre, le consegne della berlina elettrica i4 sono balzate del 57%, segno che la domanda resta forte.
La scelta di congelare la produzione potrebbe essere motivata sia da considerazioni di costo — in attesa di chiarimenti sulle implicazioni tariffarie — sia da una strategia per gestire gli stock già presenti sul mercato americano. (riproduzione riservata)