L’Unione Europea ha incassato 1,6 miliardi di euro, grazie ai profitti generati dagli interessi sulle attività immobilizzate della Banca Centrale Russa. Gli asset sono bloccati per effetto delle sanzioni imposte dall’Ue a Mosca dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’Europa ha già incassato due tranche di questo tipo a luglio 2024 e aprile 2025.
Nel 2024 il G7 ha stabilito che le risorse russe debbano rimanere congelate fino al termine del conflitto in Ucraina, ma gli interessi sui saldi di cassa sono utilizzabili per sostenere Kiev.
Nel caso delle prime due tranche. il 90% dei proventi è stato destinato al Fondo europeo per la pace (Epf), mentre il restante 10% è andato al Fondo per l’Ucraina. Con il terzo trasferimento, invece, la maggior parte delle risorse - il 95% - sarà indirizzata al Meccanismo di Cooperazione ai Prestiti per l’Ucraina (Ulcm) e il 5% tornerà all’Epf.
L’Ulcm è uno strumento finanziario creato dall’Unione Europea per sostenere l’Ucraina nel rimborso dei prestiti concessi dall’Ue stessa e da creditori bilaterali. Funziona come un meccanismo di garanzia e supporto a fondo perduto: grazie ai fondi raccolti, l’Ue copre una parte significativa degli interessi e dei rimborsi che Kiev deve affrontare per i finanziamenti.
In pratica, l’Ulcm allevia il peso del debito sul bilancio ucraino, consentendo al Paese di utilizzare maggiori risorse per la gestione dell’emergenza bellica.
Il sostegno finanziario complessivo finora fornito a Kiev tramite l’Ulcm ammonta a 45 miliardi di euro e rappresenta una delle principali forme di assistenza economica europea a lungo termine per l’Ucraina. Parallelamente, il Fondo europeo per la pace continua a fornire supporto urgente alle esigenze militari e di difesa ucraine. (riproduzione riservata)