Il rialzo a sorpresa dei tassi, mercoledì pomeriggio, da parte della Banca centrale del Canada, ha colto di sorpresa Wall Street e giovedì 8 giugno anche l’Asia, che viaggia in rosso totale. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l’1,43%, Hong Kong lo 0,5% (-3,2% da inizio anno), Shanghai lo 0,2% (-3,3% da gennaio), mentre l’oro sale dello 0,135 a 1.961 dollari l’oncia e il petrolio Wti americano perde lo 0,3% a 72,33 dollari il barile.
Sul fronte delle valute, l’euro sale dello 0,13% a 1,0715, lo yen dello 0,3% a 139,77, mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento viaggiare in area 3,79% e i futures sul Nasdaq muoversi in calo dello 0,4%.
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La marea ribassista contro le azioni cinesi sta crescendo, ma per alcuni gestori di fondi le azioni sono convenienti. JP Morgan Asset Management sta infatti aggiungendo più titoli cinesi al suo portafoglio scommettendo che la valutazione poco costosa del mercato e il sostegno del governo all'economia rafforzeranno i rendimenti, mentre anche Invesco sovrappesa le azioni, favorendo i principali nomi tecnologici come Alibaba e Tencent.
L'ottimismo mostra che alcuni veterani del mercato stanno scommettendo su una ripresa anche se le banche di Wall Street, da Morgan Stanley a Goldman Sachs, hanno tagliato le previsioni sui principali indici azionari cinesi.
Stati Uniti e Cina hanno appena iniziato a rinnovare gli scambi diplomatici dopo che le tensioni hanno portato a una rottura nelle comunicazioni e la traiettoria di qualsiasi riavvicinamento rimane «incerta», ha spiegato Ken Campbell, il responsabile dell’Asia alla Casa Bianca.
Mentre gli Stati Uniti mirano a una «diplomazia costruttiva» con Pechino, la concorrenza rimarrà al centro dell'attenzione, ha aggiunto il coordinatore per la regione indo-pacifico. I suoi commenti sono arrivati dopo che il Segretario di Stato Anthony Blinken avrebbe pianificato un viaggio a Pechino, che potrebbe includere un incontro con il presidente Xi Jinping.
Nel frattempo, il ceo di Citigroup Jane Fraser è l'ultimo top manager di Wall Street in ordine di tempo a recarsi in Cina, nel tentativo di stringere legami più forti.
La Bank of Canada ha inaspettatamente alzato i tassi di 25 punti base al 4,75% a giugno 2023, dopo aver interrotto la campagna di inasprimento nelle due riunioni precedenti, mentre i mercati si aspettavano che la Banca centrale sarebbe stata ferma.
Il costo dei prestiti è ora a livelli che non si vedevano da 22 anni mentre il board ritiene che la politica monetaria non sia stata sufficientemente restrittiva per riportare l'offerta e la domanda in equilibrio e ricondurre l'inflazione in modo sostenibile all'obiettivo del 2%.
Sono aumentate in tal senso le preoccupazioni che l'inflazione possa rimanere materialmente bloccata al di sopra del target 2%, con l’inflazione (IPC) annua salita al 4,4% ad aprile, il primo aumento negli ultimi 10 mesi, mentre l’inflazione core trimestrale si è collocata tra il 3,5 e il 4% e l'eccesso di domanda persiste. La Banca centrale continuerà a valutare la dinamica dell'inflazione, risoluta nel suo impegno a ripristinare la stabilità dei prezzi.
L'economia giapponese è cresciuta dello 0,7% su base trimestrale nel primo trimestre del 2023, rispetto a una lettura flash di un aumento dello 0,4% e dopo un +0,1% rivisto al rialzo nel quarto trimestre, superando le previsioni di mercato di un aumento dello 0,5%.
E’ stato il ritmo di espansione più ripido dal secondo trimestre del 2022, con i consumi privati saliti ai massimi degli ultimi mesi. Da aggiungere una revisione al rialzo della spesa in conto capitale e di quella pubblica. (riproduzione riservata)