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Arte e finanza: un legame da mettere in mostra

I capolavori delle collezioni private delle banche escono dai caveau, luoghi inaccessibili e misteriosi, per essere esposti alle fiere e musei più importanti

di Roberta Olcese
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Arte, finanza, banche: un sodalizio imprescindibile per chi investe in cultura. I primi sono stati gli organizzatori di Art Basel, il brand diretto dall’italiano Vincenzo De Bellis (qui sotto) che riunisce le più importanti fiere di arte moderna e contemporanea al mondo (il prossimo appuntamento è a Basilea, con 290 galleristi internazionali, dal 19 al 22 giugno), l’anno scorso ha celebrato i primi 30 anni di partnership inossidabile con il gruppo bancario UBS.

Vicenzo de Bellis, direttore di Art Basel e curatore del progetto BG Art Talent di Banche Generali.
Vicenzo de Bellis, direttore di Art Basel e curatore del progetto BG Art Talent di Banche Generali.

Sam Keller, uno dei più influenti ex direttori della manifestazione, oggi alla guida della Fondazione Beyeler, ci tiene a precisare che quando «Basel come prima fiera voleva una succursale negli Stati Uniti ha aperto a Miami, poi a Hong Kong. UBS era lì fin dall’inizio». C’era fin dai tempi del lancio del primo Premio dedicato alla video arte, vinto in quell’occasione nel 1994 da Pipilotti Rist, c’è ancora oggi con il ruolo di Global Lead Partner quando si tratta di finanziare il più atteso Art Report sulla situazione del mercato globale dell’arte firmato da Clare McAndrew. Il documento pubblicato poche settimane fa è la radiografia dell’anno passato e un segnale forte per quello in corso.

Art Basel 2024.
Art Basel 2024.

Il 2024 si chiude con la leadership ancora una volta degli Stati Uniti (43%), seguiti da UK e Cina. Le vendite complessive sono di 57,5 miliardi di dollari, con una flessione del 12% rispetto all’anno precedente. È il secondo anno di recessione, ma la McAndrew, fondatrice di Arts Economics, registra un flebile dato positivo su cui calibrare le proprie scelte: «La crescita delle vendite a prezzi più bassi e accessibili. Il numero di opere d’arte vendute a prezzi inferiori a 50mila dollari è aumentato e ci sono state prove di successo da parte sia dei dealer, sia delle case d’asta nel raggiungere nuovi acquirenti, dando al mercato una base più ampia e diversificata per le vendite».


Le banche in Italia si allineano al trend svizzero. Dal gruppo Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale di Artissima e Miart, a Bper Banca che, per il secondo anno, è partner di Arte Fiera a Bologna, e poi BNP Paribas, che ha confermato la solidità del rapporto e dopo 13 anni è diventato title sponsor di Mia Photo Fair edizione 2025 diretta da Francesca Malgara, sostengono gli operatori, in molti casi acquistano opere in fiera per le proprie collezioni e finanziano gli artisti con premi.

Michele Coppola, direttore delle Gallerie d'Italia, progetto museale di Intesa Sanpaolo. Alle sue spalle, un Caravaggio.
Michele Coppola, direttore delle Gallerie d'Italia, progetto museale di Intesa Sanpaolo. Alle sue spalle, un Caravaggio.

Intesa Sanpaolo rappresenta un unicum: sostiene le fiere e investe sulle proprie collezioni fino a trasformarle in veri e propri musei, con Le Gallerie d’Italia (presenti a Milano, Torino, Napoli e Vicenza). Michele Coppola è direttore del progetto museale e quest’anno, in occasione di Miart, la fiera di cui il gruppo bancario è main partner, ha voluto esporre l’opera Blu Exit, il capolavoro di Rauschenberg, proveniente dalla collezione d’arte contemporanea Luigi e Peppino Agrati, parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, e, in contemporanea, presentare altri tre lavori dell’artista, nel Caveau delle Gallerie d’Italia di Milano, in Piazza della Scala.

Blue Exit, l'opera di Robert Rauschenberg, parte della collezione privata di Intesa Sanpaolo ed esposta quest'anno al Miart, la fiera di cui la banca è main sponsor.
Blue Exit, l'opera di Robert Rauschenberg, parte della collezione privata di Intesa Sanpaolo ed esposta quest'anno al Miart, la fiera di cui la banca è main sponsor.

Così si «mantiene vivo un legame tra il momento in fiera, tra il lavoro che fanno i galleristi e le realtà culturali e museali di Milano», ha spiegato.
La tendenza per le banche oggi è quella di implementare il valore economico delle collezioni e farle uscire dai caveau.

Sabrina Bianchi, responsabile cultural heritage & collection di Bper Banca.
Sabrina Bianchi, responsabile cultural heritage & collection di Bper Banca.

«Negli ultimi anni abbiamo riservato attenzione all’arte contemporanea grazie all’acquisizione di nuove opere, attraverso il BPER Prize, e alla commissione di nuove realizzazioni promosse da La Galleria», racconta Sabrina Bianchi, responsabile cultural heritage & collection per il gruppo di Modena che ha una collezione di circa 2.500 opere in corso di digitalizzazione sulla piattaforma Lodovico. «Nel 2017 abbiamo creato la Pinacoteca del gruppo a Modena: sono state circa 22 le mostre organizzate insieme alle altre sedi espositive di Palazzo Martinengo di Villagana a Brescia, di Genova e della BPER Banca Private Cesare Ponti di Milano, dove abbiamo esposto artisti contemporanei».

Il Guercino, Apollo e Marsia, esposto nella Galleria di Modena di Bper.
Il Guercino, Apollo e Marsia, esposto nella Galleria di Modena di Bper.

«Fino a pochi anni fa non elargivamo molti prestiti, si prediligevano azioni conservative: oggi, invece, organizziamo mostre nelle nostre sedi e prestiamo senza chiedere fee», racconta Diana Vaccaro, responsabile Patrimonio Artistico e Archivio Storico di Banco BPM, «è un modo per rerstituire opere alla collettività, siamo una banca del territorio, per questo non siamo interessati ad aprire dei musei». Un esempio? L’opera monumentale di Gaetano Previati, Maternità, attualmente in comodato a Palazzo Citterio a Milano.

Diana Vaccaro, responsabile Patrimonio Artistico e Archivio Storico di Banco BPM.
Diana Vaccaro, responsabile Patrimonio Artistico e Archivio Storico di Banco BPM.

In collezione, 19mila opere (dalle sculture lignee del XIII secolo ai maestri come Guido Reni, Guercino, Luca Giordano, ma anche autori del Novecento, come Giorgio Morandi e Picasso), di cui 1.400 di pregio il cui fair value viene aggiornato ogni tre anni, salvo sbalzi sulle quotazioni. Al di là dell’intento sociale c’è la riqualificazione economica del patrimonio rendendo accessibile la collezione. «Ci occupiamo di tutelare e conservare le opere, ma anche di portarle in una dimensione moderna, più valorizzata e curata dal punto di vista non solo conservativo, ma anche economico», conclude Diana Vaccaro.

maternità di gaetano previato fa parte della collezione di 19mila opere di banco BPM.
maternità di gaetano previato fa parte della collezione di 19mila opere di banco BPM.

L’interesse per l’arte contemporanea di Banca Generali è in linea con l’attività di gestione portafoglio dei clienti (che muove una massa di oltre 100 miliardi di euro). Dalla analisi degli investimenti dei clienti private, Banca Generali considera che il 3% del portafoglio è costituito da beni artistici e i report interni confermano che arte contemporanea e beni di lusso (gioielli, orologi, borse, design, ma anche vino), sono in cima alle preferenze dei clienti. Per questo ogni anno incrementa una collezione per il progetto BG Art Talent, selezionando artisti di nuova generazione, apprezzati dal mercato e ancora accessibili: un investimento a medio rischio. Come racconta a Gentleman Vincenzo De Bellis, che cura il progetto.

Pari o dispari, di Marzia Migliora, parte della collezione di Banca Generali.
Pari o dispari, di Marzia Migliora, parte della collezione di Banca Generali.

«BG Art Talent rappresenta un punto di riferimento per il sostegno agli artisti italiani delle più recenti generazioni, promuove nuove voci nel panorama contemporaneo e contribuisce alla crescita del collezionismo di ricerca. Nato con l’obiettivo di valorizzare il talento e di costruire un ponte tra giovani artisti e istituzioni, il progetto ha acquisito nel tempo un’importanza strategica, arricchendo le collezioni di Banca Generali con opere di artisti in momenti chiave della loro carriera». Le ultime acquisizioni sono The Reign of Comus (2024), di Giangiacomo Rossetti, e Falsa Finestra V (2021), di Giuseppe Gabellone. Le opere si aggiungono ai lavori di Francesco Arena, Rosa Barba, Enrico David, Lara Favaretto, Linda Fregni Nagler, Patrizio Di Massimo, Alessandro Pessoli e Francesco Vezzoli e sono conservate alla BG Gallery, lo spazio espositivo nel centro di Milano. Il punto di vista di Marco Bernardi, vicedirettore generale di Banca Generali, è più istituzionale: «Il sostegno di pubblico e privato verso il lavoro degli artisti nazionali si adopera verso la valorizzazione di linguaggi inediti e coraggiosi, capaci di stimolare nuove idee e creatività a vantaggio dello sviluppo e della crescita complessiva».

Serafina at Table, di Nick Brandt, vincitrice a MIA Photo Fair BNP Paribas 2025 del premio promosso dalla Banca, title sponsor della Fiera.
Serafina at Table, di Nick Brandt, vincitrice a MIA Photo Fair BNP Paribas 2025 del premio promosso dalla Banca, title sponsor della Fiera.

Il tutto anche con sponsorizzazioni di eventi culturali e fiere: se Banca Generali sostiene Milano Art Week, il gruppo BNL BNP Paribas lega il suo nome a Mia Photo Fair e, attraverso il premio BNL BNP Paribas, vinto quest’anno da Nick Brandt con la foto Serafina at table (Fiji, from Sink / Rise, 2023), la Banca Nazionale del Lavoro vuole incrementare la sua raccolta con fotografie di maestri contemporanei che vanno ad aggiungersi alla collezione di oltre 6mila opere (dalle sculture di epoca romana a dipinti come la Giuditta con la testa di Oloferne di Lorenzo Lotto, Capriccio Architettonico di Canaletto e La Cascata delle Marmore di J.B.C. Corot). Il progetto è di riunirle tutte in un Museo Digitale, in modo da renderle accessibili e note a tutti. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 08/05/2025 00:00
Ultimo aggiornamento: 08/05/2025 00:00
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