Arnault vende il megayacht Symphony: all’orizzonte una nuova nave da 650 milioni
Il patron del gruppo del lusso Lvmh ha deciso di mettere sul mercato il suo 100 metri. All’orizzonte, un gigayacht di oltre 140 metri...
Nel mondo dell’ultralusso non esistono punti di arrivo, ma solo nuovi orizzonti da conquistare. Ne è la prova la scelta di Bernard Arnault, patron del gruppo del lusso Lvmh, che avrebbe deciso di mettere sul mercato il suo celebre megayacht Symphony per puntare a un’imbarcazione ancora più imponente, dal valore stimato di circa 650 milioni di dollari.

Varato nel 2015 e costruito dal cantiere olandese Feadship, Symphony è lungo oltre 100 metri, si sviluppa su sei ponti, ed è considerato uno dei capolavori della nautica privata contemporanea. Linee eleganti, un’architettura pensata per coniugare potenza e raffinatezza, realizzate da Tim Heywood Design per quanto riguarda l’esterno, e da Francois Zuretti per gli interior.

A bordo, 16 cabine per gli ospiti, 30 per l’equipaggio, altre 8 trovano spazio un beach club il cui soffitto è una piscina contropendenza con fondo in vetro di 6 metri con cascata propria, cinema all’aperto, Spa, jacuzzi e ambienti progettati per garantire il massimo della privacy ad armatore e ospiti.

Oltre ad essere il primo Feadship a superare i 100 metri, Symphony è stato anche il primo a navigare secondo il Passenger Yacht Code, che consente a un’mbarcazione di trasportare fino a 36 ospiti. Nonostante ciò, Symphony non sembra più sufficiente a rappresentare le ambizioni del miliardario francese.

Secondo indiscrezioni, infatti, Arnault starebbe lavorando a un nuovo progetto di oltre 140 metri, sempre con lo stesso cantiere, destinato a entrare nell’élite dei gigayacht: un colosso del mare con un numero di ponti superiore, spazi ancora più scenografici e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.
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La scelta riflette una tendenza sempre più evidente tra i grandi armatori (e miliardari): spingere i confini del lusso verso dimensioni, servizi e livelli di personalizzazione mai raggiunti prima. Anche in mare, per Arnault, la parola d’ordine resta una sola: superarsi. (Riproduzione riservata)
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