Due storici gruppi italiani riuniti sotto un’unica direzione. Ariston ha sottoscritto un accordo con Carrier Global per acquisire la totalità di Riello, valorizzandola 289 milioni di euro. La società di Ancona specializzata in sistemi di riscaldamento e acqua calda sanitaria, fondata negli anni Sessanta da Aristide Merloni, ingloberà la realtà veronese nata nel 1922, storico operatore nel settore della climatizzazione. Il titolo Ariston, quotato a Piazza Affari, ha reagito bene dopo l’annuncio, negli ultimi cinque giorni è salito del 3,5% circa a 570 milioni di capitalizzazione, grazie anche ai commenti positivi degli analisti. Se infatti gli specialisti in un primo momento hanno notato che i multipli di acquisizione sono più alti rispetto a quelli a cui scambia il titolo del gruppo quotato, dopo la conference call con Ariston hanno mostrato di apprezzare le sinergie che si verranno a creare da quest’operazione.
Equita ha alzato il prezzo obiettivo del 3% a 4,9 euro spiegando che Riello risulta essere «più complementare e con maggior diversificazione geografica rispetto alle nostre iniziali attese». I 20 milioni di sinergie attese dalla sim milanese «più che compensano un prezzo di entrata più elevato» e i costi una tantum. Sulla ripartizione geografica, Equita mette in evidenza che le attività italiane pesano meno di quanto stimato dagli specialisti, incidendo attorno al 47% delle vendite totali, mentre le aspettative di Equita erano all’inizio del 70%. Il Nord America rappresenta circa il 10% del fatturato. Il Regno Unito, la Polonia, la Francia e la Cina sono altri Paesi rilevanti.
Dal canto suo Banca Akros ha portato da 4,5 a 5 euro il target price su Ariston. In questo caso gli analisti parlano di un’attesa dal nuovo gruppo di 3,2 miliardi di euro di ricavi nel 2026 contro i 2,788 miliardi di euro di Ariston da sola. Per quanto riguarda la redditività, Akros parla di 22 milioni di euro di sinergie, prevedendo quindi un ebitda adjusted di 426,6 milioni di euro contro i 369,2 milioni della società da sola, prima dell’operazione. Quanto invece al rapporto debito netto/ebitda adjusted, il ratio sale a 2,5 volte contro le 1,6 volte di Ariston da sola. L’utile per azione atteso nel 2026 migliora del 15,5%.
Il consenso degli analisti raccolto da Bloomberg prevede un target price medio a 12 mesi di 4,97 euro, con sette giudizi buy (comprare), un hold (tenere) e un sell (vendere).
Che cosa prevede l’acquisizione? Le parti hanno concordato un enterprise value (Ev) di 289 milioni di euro (su base cash and debt-free) includendo la stima delle sinergie a regime. L’operazione è attesa «generare un impatto positivo dell’utile per azione rettificato già dal secondo anno post chiusura». L’acquisizione sarà finanziata con fondi propri di Ariston. Post-acquisizione, il rapporto di indebitamento è atteso dal gruppo sotto le 2,5 volte. Il completamento dell’iter è previsto entro la fine del primo semestre 2026. Per il 2025 i ricavi netti del gruppo Riello sono attesi a quota 400 milioni di euro con un ebitda rettificato di 35 milioni.
Paolo Merloni, presidente esecutivo di Ariston Group, ha messo in evidenza che «Riello rappresenta con orgoglio un’icona italiana centenaria nei settori del comfort termico e delle tecnologie avanzate di combustione». Aggiungendo che «in continuità con le ragioni alla base della nostra quotazione in borsa nel 2021 e con le numerose acquisizioni realizzate nell’ultimo decennio, inclusa Wolf-Brink, siamo determinati a svolgere un ruolo attivo nel processo di consolidamento del nostro settore».
L’operazione è stata seguita da un gruppo di consulenti composto da Mediobanca, Ardea Partners e Bnp Paribas sotto il profilo finanziario, mentre l’assistenza legale è di PedersoliGattai e BonelliErede. (riproduzione riservata)