Ariston scatta in borsa (+2,3% alle 15 del 7 maggio) dopo i conti del primo trimestre. La società italiana delle pompe di calore ha chiuso i tre mesi da gennaio a marzo con un fatturato e un ebit adjusted in crescita e oltre le attese di Equita. Ariston ha anche mantenuto la guidance sul 2025.
«Le dinamiche di mercato confermano le nostre aspettative di una graduale normalizzazione nel 2025, con la domanda in progressiva stabilizzazione nei nostri mercati principali», spiega il ceo Maurizio Brusadelli. «Il portafoglio prodotti e la diversificazione geografica hanno determinato la performance positiva del primo trimestre, permettendoci di mantenere la guidance invariata nonostante le incertezze globali».
Nel primo trimestre i ricavi della società controllata dalla famiglia Merloni sono saliti a 648,2 milioni (+2,1%) grazie alla crescita organica (+2,4%), che ha bilanciato l’effetto negativo dei cambi (-0,3%). Così il fatturato ha superato le stime di Equita, ferme a 625 milioni.
L’ebit adjusted è aumentato invece a 35,1 milioni (+26,3%) e il corrispondente margine sui ricavi netti è salito al 5,4% dal 4,4% del primo trimestre 2024. Ancora una volta sopra le previsioni della sim (ebitd adjusted di 30 milioni con margine al 7%). «Stiamo implementando con successo il programma di semplificazione del modello operativo», afferma Brusadelli, «senza compromettere la crescita futura».
Bene anche il free cash flow, negativo di soli 17 milioni dai 51 milioni del gennaio-marzo 2024: il merito è della crescita dell’ebitda (62,5 milioni, +15%) e dell’ottimizzazione del capitale circolante. L’unico dato negativo è quello della posizione finanziaria netta, salita da 603 milioni a 627 milioni, meno comunque dell’aumento di 69 milioni del primo trimestre 2024.
Tra gennaio e marzo sono cresciute tutte le divisioni di Ariston. Quella più rilevante, il comfort tecnico, ha chiuso il trimestre con un fatturato di 604 milioni (+2%). Stessa storia a livello geografico. L’Europa resta predominante con 459,1 milioni di ricavi (+2,1%), ma è l’Asia l’area più dinamica (118,4 milioni, +3,4%). Stabile invece l’America con un fatturato di 70,7 milioni (+0,2%).
I numeri del primo trimestre hanno permesso ad Ariston di confermare la guidance sul 2025. La società si aspetta un incremento dei ricavi netti organici fino al 3% grazie «alla ripresa della domanda di riscaldamento in Europa, alla solida performance del segmento acqua calda e al mix di prodotto più favorevole».
Il margine ebit adjusted è previsto invece sopra il 7%, trainato dal programma di efficientamento. La guidance però non incorpora il potenziale impatto dei dazi. Durante l’anno un aiuto importante arriverà anche dalla controllata russa, restituita ad Ariston il 26 marzo dopo la nazionalizzazione decisa da Vladimir Putin. La divisione sarà riconsolidata nel secondo trimestre e fornirà un «contributo graduale nel corso del 2025». (riproduzione riservata)