Argentina o Spagna? Scelta difficile, meglio brindare alla Finale dei Mondiali con i due cocktail bandiera…
Ecco le ricette (facilissime) per un cocktail party davvero mondiale. No, per la Spagna, non fate la Sangria… E quello argentino è molto ma molto italiano
Cresce l’attesa per la Finalissima dei due Mondi, la sfida che non si è mai giocata. Nell’unico scontro diretto tra Spagna e Argentina, ai Mondiali del 1966 in Inghilterra, vinsero i sudamericani, ora a 60 anni di distanza precisi le probabilità di vittoria sono quasi pari come dimostrano le quotazioni delle due squadre.
L’unica cosa certa è che chiunque vinca tra i campioni d'Europa in carica con i detentori della Copa America alla Finalissima si brinderà allo stesso modo (o quasi). Con lo champagne ufficiale Taittinger, che ha appena rinnovato il contratto di partnership fino al 2030 compreso, ma anche con i rispettivi cocktail nazionali imparentati tra loro quanto i due popoli: per la Spagna, il Tinto de Verano (no, non è la Sangria, fatevene una ragione la beviamo solo noi turisti) e in Argentina, il Fernandito, due long drink a bassa gradazione dove l’elemento alcolico viene diluito con un sodato.
Perché come in tutto questi due paesi più che essere divisi si specchiano nell’Oceano che li separa. Spagnoli e argentini sono gemelli diversi, a cominciare dalla lingua, uguale ma diversissima, al punto da faticare a volte a comprendersi come succede anche per il francese che si parla in Canada, e tutti e due hanno con gli Italiani un legame fortissimo, con i vicini europei ma anche con i lontani cugini d’oltreoceano, dove praticamente tutti hanno un parente italiano tanto che anche lì si dice nonni e non abuelos. Insomma, sarà difficile prendere parte per noi Italiani e domenica, nel dubbio, tocca preparare entrambi. Ecco allora le due ricette (facilissime in entrambi i casi).

Nel primo caso, quello dello spagnolo Tinto del Verano, si tratta come dice anche il nome di vino rosso, che si sposa al fresco estivo della gazzosa in un bicchierone colmo di ghiaccio. Nel secondo invece il Fernandito è una miscela di Cola e Fernet Branca, l’amaro italiano che in Argentina è quasi una religione. Alle porte di Buenos Aires c’è una fabbrica più grande di quella milanese, dove lavorano due terzi degli impiegati totali dell’azienda (240 su 360 su per giù) e da dove oggi escono oltre 40 milioni delle bottiglie poi esportate anche in tutto il mondo sempre di quello che negli anni è diventato il bar tender’s handshake, la stretta di mano dei barman in visita dai colleghi che versano loro un bicchierino di Fernet.

Arrivato per la prima volta nel 1860, il Fernet-Branca in Argentina è stato fin da subito un successo tale che nel 1935 la società meneghina ha creato il primo piccolo stabilimento che, nel 2000, si è allargato al nuovo insediamento di Tortuguitas e ha poi visto ulteriori ampliamenti del sito produttivo ma sempre con la stessa ricetta messa a punto 180 anni fa da Bernardino Branca, farmacista autodidatta tra i protagonisti della tradizione tutta italiana dell’amaro e dei tonici per aiutare la digestione a base di spezie ed erbe officinali. Ma con gli standard produttivi messi a punto nei secoli, per restare sempre fedeli nei secoli al motto «Novare serbando», innovare conservando, come ama ricordare il pro-pro-pro nipote del fondatore Niccolò Branca. Quinta generazione, il conte Branca è presidente e ad di quella che oggi è una holding internazionale, ma è ancora orgogliosamente dentro la cinta delle mura di Milano. La fabbrica di via Resegone 2, infatti, custodisce tutta la filiera dal laboratorio di controllo qualità (ma anche ricerca e sviluppo di nuovi prodotti) fino alle linee per l’imbottigliamento delle etichette, nel mezzo oltre 500 botti di rovere per la maturazione, tra cui l’imponente MagnaMater, botte madre, appunto, del Brandy Stravecchio Branca: un monumento di 6 metri per 6 con una capace di 83mila litri. E qui da qualche anno ha aperto il Museo che raccoglie la collezione d’arte dell’azienda e dove si ripercorrere tutta la storia aziendale. Tra gli aficionados ci sono soprattutto gli argentini, soprattutto i calciatori argentini sotto contratto in città, o anche solo in visita in città, per cui la Fratelli Branca Distillerie è una tappa obbligata. Insomma, scegliere per chi tifare domenica non sarà facile, meglio prepararsi a brindare a vincitori e vinti. (Riproduzione riservata)
- Crea un report sugli sviluppi del mercato degli alcolici e dei liquori a bassa gradazione.
- Esistono altri esempi di successo di aziende italiane che hanno investito e prodotto in America Latina?
- Qual è l'andamento del settore delle bevande alcoliche in Italia e in Argentina negli ultimi cinque anni?
Native Content