Il rischio che l’allentamento delle norme sulla disciplina degli accordi occulti tra i soci, il cosiddetto «concerto», previsto dalla riforma del Testo Unico della Finanza possa depotenziare l’indagine in corso da parte della Procura di Milano nell’operazione Mps-Mediobanca è concreto. Per questo motivo, sostiene il responsabile economico del Pd, Antonio Misiani «chiederemo nelle commissioni Finanze che stanno discutendo il nuovo Testo Unico il ritiro della norma », e si dice pronto a «presentare un’interrogazione al ministero dell’Economia sulla gestione dell’operazione» e a sostenere «l’apertura di un’indagine conoscitiva della commissione competente».
Al centro delle carte pm milanesi c’è proprio il presunto concerto tra Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per prendere il controllo della catena Mps-Mediobanca-Generali e la riforma del Tuf potrebbe permettere ai soci di dimostrare che non esiste un’azione coordinata. La nuova disposizione proposta introduce, in particolare, una formulazione più «sfumata» e che ammette anche la prova contraria, oggi non ammessa, circa la non sussistenza (in concreto) dei requisiti dell’azione di concerto.
«L’indagine della Procura di Milano è di grande portata e estremamente delicata, il ritiro della norma che indebolisce la possibilità di individuare un concerto, a danni dei piccoli azionisti che non beneficerebbero dei vantaggi economici di un obbligo di offerta pubblica, è una questione di opportunità politica», aggiunge Misiani che respinge la lettura dei fatti da parte del governo, secondo cui la riforma del Tuf si è limitata ad uniformare la disciplina italiana alla direttiva Ue sulle offerte pubbliche, in linea con i principali ordinamenti europei. «Non risultano sollecitazioni in questo senso da parte della Ue», sottolinea Misiani che già in un’intervista dello scorso agosto aveva segnalato il rischio del doppio ruolo del governo nel risiko bancario: da una parte azionista (di Mps, ndr) dall’altra giudice delle scalate. «Va evitato il rischio che l’approvazione di regole meno incisive possa estendersi anche all’indagine in corso», dice. «Quella norma va ritirata». (riproduzione riservata)