Dal 2020 ad oggi l'Antitrust ha irrogato 1,5 miliardi di euro di sanzioni «nel settore delle piattaforme digitali sia per violazioni in materia di concorrenza sia di tutela del consumatore (alle prime 4-5 società che tutti conosciamo)». Così l'Erario ha incassato circa 1 miliardo. Lo ha dichiarato il segretario generale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Guido Stazi, nel suo intervento al Consumers’ Forum in corso al Cnel dal titolo «Il Potere delle Piattaforme: il ruolo di consumatori, imprese e Authority».
Attualmente nel pieno della rivoluzione digitale, ha proseguito, «siamo in presenza di un assetto in cui poche grandissime imprese posseggono una infrastruttura essenziale per gran parte dell’attività economica». E senza regole «la tecnologia diventa un meccanismo di sfruttamento che crea profondi squilibri e disuguaglianze mettendo a rischio non solo l’economia ma anche la democrazia». C’è chi sostiene ci siano troppe regole sulle piattaforme digitali in Europa, in verità «per troppo tempo non ci sono state regole e il potere privato di big tech ha occupato spazi che, in democrazia, sono riservati al potere pubblico». (riproduzione riservata)