Titolo Amplifon in rally a Piazza Affari verso i massimi del 2025 a 27,14 euro (13 febbraio). L’azione è balzata nell’intraday fino a 19,60 euro per poi chiudere a 19,05 euro (+2,75%), all’indomani della trimestrale. «Le nubi iniziano a diradarsi con l'accelerazione della Francia», ha commentato Mediobanca Research, parlando di performance resiliente nel primo trimestre e apprezzando la conferma dell’outlook 2025 con un ebitda margin previsto ad almeno il 24%.
«Amplifon ha riportato solidi risultati nel primo trimestre, con un ebitda leggermente superiore alle attese nonostante un contesto di mercato difficile. Il management ha confermato le previsioni per l’esercizio 2025 e ha evidenziato indicatori chiave di performance in miglioramento in Francia nel mese di aprile», si legge nella nota della banca di investimento. Poiché il gruppo ha segnalato un’accelerazione del trend dei ricavi e un’ulteriore espansione dei margini a partire dal secondo trimestre, «riteniamo ci sia un notevole potenziale di rivalutazione per il titolo in borsa. Questo dovrebbe essere ulteriormente supportato da un maggior ritorno per gli azionisti attraverso il programma di riacquisto di azioni proprie (buyback da 150 milioni di euro, pari al 3,5% della capitalizzazione di mercato, partirà nelle prossime settimane, ndr). Confermiamo, quindi, la nostra raccomandazione outperform su Amplifon con un prezzo obiettivo invariato di 30 euro per azione».
Anche Equita ha rimarcato i risultati migliori delle attese, soprattutto a livello di margini nonostante la debole top-line organica. Crescita organica vista, per altro, accelerare in corso d’anno su tutte le aree: Stati Uniti attesi in normalizzazione, Europa (al di là della Francia) in miglioramento come per l’area Apac. Per quanto riguarda, in particolare, la Francia il management di Amplifon ha assicurato che sta accelerando, come atteso, con attivazioni in crescita mid-teens al momento, coerente con la previsione di un mercato a +10% sull’anno. Inoltre, non ci sono elementi concreti che facciano pensare a una modifica del sistema di rimborso in Francia e in ogni caso nulla che possa impattare il bilancio 2025. Comunque, la società non vede un impatto significativo in caso di estensione del periodo per il rimborso da 4 a 5 anni.
E se i dazi non sono un problema: gli apparecchi acustici al momento sono esenti, il contesto a livello di m&a è più favorevole rispetto al passato sia in termini di numero di opportunità sia in termini di valutazioni. Al momento è stato confermato il contributo di 2 punti percentuali alla crescita per il 2025. Per Equita la conferma dell’accelerazione in Francia, i messaggi fiduciosi sul miglioramento delle dinamiche di mercato, le opportunità di m&a e la buona tenuta dei margini nel primo trimestre migliorano la visibilità sulla guidance 2025. Con il titolo arrivato molto debole ai risultati: tratta sui minimi degli ultimi 15 anni (p/e adjusted a 19-16 ed ev/ebitda 2025-2026 a 9-8), «pensiamo che il re-rating debba continuare», ha detto la Sim, confermando il rating buy e il target price a 29 euro.
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ritiene che i risultati rappresentino un solido inizio d’anno e che dovrebbero favorire il raggiungimento degli obiettivi per l’esercizio 2025 e delle attuali stime del consenso. «Consideriamo la reazione positiva del titolo del 6 maggio, +6,2%, come un rimbalzo ragionevole legato a una maggior visibilità sugli utili del 2025. Confermiamo le nostre stime e la nostra visione positiva sul titolo: buy con un prezzo obiettivo di 24,5 euro», precisa l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Stime che, invece, Banca Akros ha ridotto, ma solo sui ricavi attesi per l’esercizio 2025 da 2.579,7 a 2.558 milioni di euro, in quanto ha incorporato un impatto valutario negativo del 2% circa, in linea con quanto indicato dalla stessa società durante la conference call di presentazione dei risultati. Tuttavia, «confermiamo la nostra stima di ebitda per il 2025 a 617 milioni con un margine ebitda in aumento dal 23,9% al 24,1% alla luce del miglioramento della redditività del gruppo nella regione Emea, superiore alle attese, e che ci aspettiamo possa continuare nei prossimi mesi con l'accelerazione delle vendite», afferma Banca Akros, precisando che le «nostre stime e il nostro modello discounted cash flow con un wacc del 6,7% e una crescita perpetua del 2% ci permettono di confermare il nostro prezzo obiettivo a 25 euro per azione (multiplo ev/ebitda 2026 implicito di 8,7 rispetto alla media degli ultimi 3 anni di 13,4). Alla luce del potenziale upside, alziamo la nostra raccomandazione da accumulate a buy». Attualmente il consenso Bloomberg vede 13 rating buy, 7 hold e 1 sell sull’azione con un target price medio a 26,73 euro: è AlphaValue ad avere il prezzo obiettivo più elevato a 38,7 euro, il doppio della quotazione attuale. (riproduzione riservata)