Amarone cavalca le aste online
Rivalutazione media del 10% per le diciotto bottiglie passate all’incanto. Selezione 2000 di Quintarelli è stato però ridimensionato (-43%)
Limitando alle aste dei vini la possibilità di svolgersi in modo tradizionale nel chiuso delle sale per evitare pericolosi assembramenti, la pandemia da Covid-19 ha stimolato la proliferazione delle vendite all’asta online, che hanno riscosso grande successo. Se questo successo era prevedibile, visto che gli interessati erano confinati in casa o nel luogo di lavoro, sorprendenti sono invece gli effetti che talvolta ha provocato. Per gli Amarone, per esempio, protagonisti di questa puntata, lo spostamento su Internet delle vendite all’incanto si è rivelato provvidenziale: mentre negli ultimi due anni la loro presenza alle aste si era ridotta in misura allarmante, adesso sono tornati alla ribalta numerosi, e le loro quotazioni non hanno smesso di crescere. I 18 Amaroni quotati sia quest’anno che l’anno scorso (16 in tabella, per motivi di spazio) sono passati da 4.997 a 5.506 euro, guadagnando il 10%: il calo registrato nel 2018 (-15%) è ormai più che recuperato. Anche gli Amarone sembrano tornati insomma a fruire del favore di cui godono anche quest’anno i vini italiani presso i collezionisti internazionali. Che non è però un favore cieco: è tributato al made in Italy in omaggio a una qualità dal costo contenuto, per cui al primo sospetto di speculazione scatta immediata la reazione. E infatti il prezzo della Selezione 2000 dell’Amarone firmato Giuseppe Quintarelli, che l’anno scorso aveva superato i mille euro, quest’anno è stato ridimensionato a poco più di 600, con una perdita secca del 43%. (riproduzione riservata)
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