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All’anno del Serpente si brinda con il Moutai. Gan bei!

Liquore nazionale cinese, il Moutai (o Maotai) è una bottiglia status symbol. Per l’Occidente è una novità anche se ha esordito all’Expo di San Francisco del 1915 con il botto... 

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All’anno del Serpente si brinda con il Moutai. Gan bei!

È l’anno del Serpente, Gan bei! è il brindisi beneaugurale che chi viaggia o lavora con la Cina ha sentito spesso nelle occasioni ufficiali e nelle feste pubbliche o private come il Capodanno lunare. Letteralmente significa “svuota il bicchiere”, come la versione giapponese Kanpai!, più noto a livello internazionale come lo è il rispettivo contenuto liquido. Mentre il sake è universalmente noto in giro per il mondo con festival, degustazioni e locali specializzati.

Il Baijiu fuori dalla Cina è ancora poco noto. Distillati di riso e cereali ad alta gradazione entrambi, ma mentre il Sake si è già ritagliato il suo spazio anche bello ampio grazie all’effetto traino del sushi, passione diffusa in tutt’Italia ma che trova il suo epicentro a Milano, dove infatti si moltiplicano come a Londra e New York gli Ikazaya, ossia i tapas bar alla giapponese. Il sake è ammantato di allure di fascino tanto che lo storico chef de cave di Dom Pérignon, Richard Geoffroy appena lasciata la champagne si era messo al lavoro su un sake extra lusso, IWA 5, come l’altro frutto di una collaborazione franco-nipponica Heavensake Junmai Ginjo.

La bottiglia più nota del Baijiu è invece il Moutai tanto che per esteso il nome viene utilizzato per intendere tutta la categoria del distillato. Un elegante cilindro bianco con etichetta rossa e oro Anche se il distillato cinese, a ben vedere, in Occidente abbia fatto il suo esordio oltre un secolo fa e con il botto vincendo la medaglia d’oro all’Expo dei paesi del Pacifico che si è tenuta a San Francisco nel 1915.

Recente, poi, è relativo perché il distillato cinese in Occidente ha fatto il suo esordio oltre un secolo fa e con il botto vincendo la medaglia d’oro all’Expo dei paesi del Pacifico che si è tenuta a San Francisco nel 1915. Narra la leggenda che un dipendente della Moutai avrebbe volutamente fatto cadere, rompendola, una bottiglia e l’intenso aroma sprigionato avrebbe subito conquistato i giurati.

«Rosa o riso? No, un Maotai per favore», si pronuncia così infatti, anche se sull’etichetta la traslitterazione degli ideogrammi riporta la scritta Moutai. La grappa offerta a fine pasto nei ristoranti cinesi fino all’altroieri sta a questa bottiglia bianca e rossa come le fettuccine Alfredo stanno a una cena da Bottura, giusto per dare la misura della distanza abissale.

A molti ancora il nome Moutai dirà poco, ma l’azienda che lo produce in Cina supera in Borsa per volume e utili colossi del beverage come Diageo, che riunisce brand come Guinness, Gordon’s e Smirnoff, e Lvmh, che nel nome stesso contiene icone come Moët & Chandon e Hennessy.

Bevanda nazionale cinese, il Moutai fa parte della grande famiglia del Baijiu, letteralmente liquore bianco, e come questi è ricavato dalla distillazione di frumento e sorgo. La ricetta si tramanda invariata da 2.000 anni (la prima documentazione scritta risale al 135 aC), ma la sua produzione resta un segreto.

Si sa solo che il processo di distillazione che dura cinqu e/sei anni, segue le fasi lunari, per il resto la produzione è un segreto molto ben custodito nell’omonima cittadina. Si produce nell’area del fiume Chisui, una riserva naturale che si estende per 32 km quadrati, e la sua ricetta, che si tramanda nei secoli, affonda le radici nella più antica tradizione cinese ed è non a caso diventata Patrimonio culturale intangibile della Cina.

Bevuto come digestivo, ma spesso anche a tutto pasto, la bottiglia rossa del Moutai è considerata un simbolo di prosperità da regalare e regalarsi per le occasioni speciali. La classe media in Cina ama esibirla in salotto, ma in generale è mostrare come status symbol presenza fissa alle cene e incontri ufficiali. Il costo di una bottiglia varia, come per il Cognac francese e il Whisky scozzese, a seconda dell’invecchiamento e va da qualche centinaia a svariate migliaia di euro.

Per il brindisi si riempiono i bicchierini fino all’orlo, tenendo basso il proprio in segno di rispetto, e si svuotano in un sorso. Gan bei! (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 29/01/2025 12:58
Ultimo aggiornamento: 30/01/2025 09:54
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