Un simulatore di guida basato sulla realtà virtuale e una squadra multidisciplinare di specialisti per tornare a guidare in sicurezza, dopo una grave cerebrolesione acquisita. È l’innovativo programma messo a punto dal Centro Cardinal Ferrari Kos di Fontanellato (Pr), eccellenza nel campo della riabilitazione neuromotoria.
«Poter riprendere a guidare rappresenta un obiettivo importante per l’autonomia del paziente, che influisce positivamente sulla qualità di vita», afferma il dottor Antonio De Tanti, direttore del Centro Cardinal Ferrari e direttore medico scientifico del Gruppo Kos. «I pazienti con cui abbiamo cominciato a lavorare già tanti anni fa sono traumatizzati cranici che hanno sperimentato stati di coma, ma il programma è indicato anche per soggetti che hanno avuto un ictus e in generale lesioni cerebrali severe non dovute però a condizioni congenite o degenerative».
Si tratta di eventi che comportano disabilità di movimento, compromissioni cognitive e deficit sensoriali che vengono trattati durante il percorso riabilitativo.
«Dapprima si valutano i prerequisiti definiti per legge: assenza di crisi epilettiche nell’ultimo anno né riduzione del campo visivo oltre i 120°», spiega De Tanti. «Poi si effettua un bilancio delle abilità, analizzando le difficoltà motorie e le competenze comportamentali e cognitive. A questo scopo, oltre alla valutazione clinica e ai test tradizionali con carta e penna, disponiamo di software in grado di provare i tempi di reazione e l’attenzione in situazioni complesse».
Ma il cuore della riabilitazione è il simulatore di guida, interattivo e dotato di tre schermi per un’esperienza semi-immersiva, nonché di opportuni adattamenti di pedali e comandi affinché il paziente effettui prove di guida in sicurezza. Il software proietta filmati che introducono situazioni impreviste, come per esempio pedoni che attraversano o condizioni atmosferiche difficili come pioggia o neve, rendendo l’allenamento molto simile alla guida reale. Inoltre, questa tecnologia permette di valutare molte competenze chiave come i riflessi, l’attenzione, la coordinazione, la sensibilità in frenata e accelerazione, l’orientamento spaziale.
«Ora stiamo collaborando con l’azienda produttrice per l’evoluzione del software in logica riabilitativa, affinché consenta di dosare l’esercizio su ogni paziente. L’obiettivo è passare al livello successivo di complessità solo dopo aver raggiunto la piena consapevolezza e controllo del livello precedente», aggiunge De Tanti. Introdotto da circa un anno al Centro Kos di Fontanellato, il simulatore di guida è stato utilizzato per valutare e allenare una quarantina di pazienti, sostenuti in un percorso su misura, che termina con una fase pratica su strada, in collaborazione con un istruttore specializzato, e finalizzato al superamento finale dell’esame per il rinnovo della patente presso una motorizzazione civile. (riproduzione riservata)