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Al Salone del Mobile va in scena il progetto d’autore. Ecco i top designer

Dai grandi maestri-scultori alle nuove generazioni. Dalle coppie consolidate a quelle più talentuose. I nomi, e i brand, dietro i prodotti che arrederanno le nostre case

di Cristina Cimato
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Da un lato i grandi maestri a cui si riconduce la definizione di cultura del progetto, dall’altro le firme emergenti del design, nel mezzo gli autori che stanno scrivendo e reinterpretando i codici del top brand dell’arredo. Le novità in scena al Salone del Mobile di Milano e alla Design Week (7-13 aprile) portano in luce non solo gli oggetti dell’abitare, ma anche una creatività che diventa terreno di incontro e scambio tra le generazioni e le geografie.

Giacomo Moor, il talento del falegname

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L’esempio più tangibile di questo dialogo è offerto da Giacomo Moor, progettista alla guida dell’omonimo studio che include architetti, falegnami e designer, quest’anno al suo primo disegno di una seduta per Living Divani e al debutto con Cappellini. Il suo tavolo Mathare entra nel catalogo del marchio di Lifestyle Design ed è il risultato di un lavoro iniziato tre anni fa con la Ong LiveinSlums per la realizzazione di una serie di arredi destinati a una scuola di Nairobi, in Kenya. «In quel caso lo scopo non era solo il disegno, ma anche il concetto: i mobili dovevano essere pensati con l’idea di trasmettere un processo e una capacità produttiva agli abitanti di quella comunità», racconta Moor, «quindi si è attuata una filosofia progettuale tesa all’estrema semplificazione anche dei segni distintivi come quelli degli incastri, non ornamentali ma funzionali. La stessa logica di pensiero è stata messa in campo per permetterne una produzione in serie con Cappellini, semplificando ulteriormente le lavorazioni».

Christophe Delcourt, ogni arredo è un’opera d’arte

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Un altro atteso esordio è quello del designer francese Christophe Delcourt assieme a Molteni & C. con il divano Emile. Le linee grafiche dell’imbottito sono ispirate a Lucio Fontana e percorrono fianchi, fronte e schienale, mentre l’esplorazione della geometria e un dialogo tra pieni e vuoti definisce un collage di forme e dà ritmo alle volumerie. L’artista è tra i grandi protagonisti di questa stagione dell’arredo anche con le sue linee Delcourt Collection e Collection Particulière, esposte a Milano alla Fondazione Mudima, e in collaborazione con Baxter. Dal 2021 con il divano Clara, il progettista francese è tra i top names del brand che annovera tra le sue firme anche Hannes Peer, Draga&Aurel, Paola Navone e Studiopepe.

Muller Van Severen, la coppia che va oltre le convenzioni

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Un ritorno atteso sulla scena italiana è anche quello della coppia creativa belga Muller Van Severen (composta da Fien Muller e Hannes Van Severen) da Zanotta, azienda entrata nell’orbita di Cassina nel 2023. Lo scorso anno avevano disegnato la collezione Z24, composta da diversi elementi, tra cui una madia dal profilo frontale a zig zag che consentiva di creare un dinamico gioco di ombre. «Con Zanotta ci sentiamo liberi di pensare oltre i confini convenzionali, pur creando progetti solidi e coerenti che onorano l'eredità del brand», raccontano i progettisti, «il nostro obiettivo è realizzare design tanto scultorei quanto sorprendenti, utilizzando forme, materiali e colori innovativi che arricchiscono lo spazio senza sopraffarlo».

Linde Freya Tangelder, in edizione limitata

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Festeggia, invece, il quarto capitolo della sua storia con Cassina la designer olandese Linde Freya Tangelder, fondatrice dello studio Destroyers/Builders di Anversa, con la quale nel 2022 è stato dato il via al progetto di mecenatismo Patronage. Grazie al sostegno del brand ha sviluppato pezzi in edizione limitata per la sua prima personale alla Carwan Gallery di Atene, fonte di ispirazione per il debutto nella Collezione Cassina con un pouf e un tavolino. Nel 2023 ha presentato il disegno di una luce monolitica composta da blocchi scultorei sovrapposti con, al centro, un tubo Led. Denominata Wax, Stone, Light ha fatto parte della prima linea di luci Cassina Lighting, lanciata quell’anno. Dopo un ampliamento nel 2024, oggi prosegue il suo lavoro sul vetro soffiato dando vita al tavolino scultoreo Fluid Joinery I, disponibile nelle varianti trasparenti blu, ambra e fumé.

Naoto Fukasawa, il maestro del marmo

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Una presenza statuaria dell’oggetto nello spazio è ciò che distingue il lavoro del maestro Naoto Fukasawa e che si manifesta appieno nel tavolo Auro Table per De Padova, disponibile nelle versioni ellittica o tonda. Il protagonista di questo oggetto d’arredo che si avvicina all’opera d’arte è il marmo, che il designer ha trattato promuovendo un bilanciamento tra imponenza e leggerezza visiva. «Auro Table emette una presenza distintiva, funzionando come un’opera a sé stante. La sua stessa esistenza ha un valore intrinseco», ha spiegato Fukasawa, che quest’anno collabora anche con il marchio di origine bosniaca Zanat, al suo decimo anniversario dal lancio internazionale avvenuto a Stoccolma con l’obiettivo di dare nuova vita all'attività di famiglia Niksic, famosa nei Balcani da generazioni per la produzione di mobili e oggetti d’arredo intagliati a mano di alta qualità. Dopo il successo del 2024, il brand torna a lavorare con il designer giapponese con Drvo Table, che trae ispirazione dall’immagine di un tronco d’albero, e con Mostar Stool, uno sgabello nel quale convivono estetica archetipica e design contemporaneo.

Ludovica Serafini + Roberto Palomba, le collaborazioni che fanno la storia

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Tra le altre firme di quest’anno per Zanat, anche Ludovica Serafini + Roberto Palomba che si sono cimentati con il progetto dello sgabello Large Stonehenge, estensione del loro stool del 2018. Ispirato agli antichi seggiolini, unisce una preziosa maestria artigianale a raffinate tecniche di intaglio. Il duo di designer, che l’anno scorso ha festeggiato i 30 anni dalla fondazione dello studio di Milano e che ha all’attivo progetti e collaborazioni con i più importanti marchi dell’arredo, quest’anno è in scena al Salone del Mobile con Kartell, una collaborazione iniziata più di 10 anni fa. «Quest’anno, in particolare, alcuni dei prodotti che abbiamo presentato come prototipi lo scorso anno saranno finalmente disponibili in versione definitiva, e dobbiamo ammettere che si tratta di alcune delle creazioni più belle che abbiamo realizzato fino a oggi», spiegano i designer. Un esempio è la sedia Belvedere, che unisce due materiali distintivi: la plastica, elemento stilistico tipico del brand, e la paglia di Vienna per l’indoor, oppure un particolare intreccio sintetico che la rende perfetta anche per l’outdoor. Torna anche il tavolo Albert, che dopo la presentazione dello scorso anno è uno degli highlight del marchio, realizzato in alluminio e dunque 100% riciclabile. «Le aziende italiane, possiamo dirlo oggi più che mai, sono imbattibili, capaci di unire una quantità incredibile di competenze», affermano Serafini e Palomba. Per Poltrona Frau, marchio con il quale vantano una lunga collaborazione, hanno disegnato il divano Blisscape, nome di sintesi che unisce due concetti a formare il desiderio di «blissful escape» che ben si adatta al sistema di sedute modulare definito da una struttura in pelle che funge da base per ospitare cuscini morbidi e accoglienti.

Six N. Fiv, l’artista digitale

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Il marchio capofila di Lifestyle Design ha scelto anche per il 2025 di legare il proprio nome al mondo dell’arte, coinvolgendo l’artista digitale Ezequiel Pini, in arte Six N. Five, che ha lavorato a una collezione di luci e su di un tappeto, portando il suo mondo immaginifico all’interno dell’universo più tradizionale dell’arredo.

Färg&Blanche e M&A, per la nuova era di Driade

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L’incontro fra tradizione e modernità è incarnato anche dal primo progetto della nuova era di Driade, marchio acquisito insieme a FontanaArte da Nemo Group, per dare un’inedita rilettura della sua storia che affonda le radici nel Novecento e che vanta tra le sue firme storiche nomi come Enzo Mari e Alessandro Mendini, Achille Castiglioni e Philippe Starck, Toyo Ito e Ron Arad, Konstantin Grcic, Fabio Novembre (che è stato anche art director) e lo studio BIG-Bjarke Ingels Group. Oggi, per questo rilancio sotto la nuova proprietà, il ceo e founder di Nemo Group Federico Palazzari ha scelto due coppie di giovanissimi designer: il duo Färg&Blanche (Fredrik Färg ed Emma Marga Blanche) che ha disegnato la F-A-B Chair e M&A (Marie Cornil e Alexandre Willaume), firma del tavolino Coupelle, realizzato con una superficie in vetro che ricorda il movimento dell’acqua, effetto conferito dalle tecniche di termoformatura. «La nostra ricerca si è concentrata nel rendere il top sensibile alla luce, così da restituire un’atmosfera sempre diversa», spiega Marie Cornil.

Zanellato/Bortotto, in doppia veste di designer e progettisti

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Un’altra coppia creativa quest’anno presente alla Design Week in veste sia di designer sia di progettista di spazi è Zanellato/Bortotto di Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto, autori per Moroso di Clay, una poltrona che prosegue idealmente il lavoro di sperimentazione sulla ceramica iniziato con la collezione di tavolini Mangiafuoco e che intende recuperare tecniche e manifatture antiche. Lastre di ceramica vengono applicate come schienale alle poltroncine imbottite e diventano opere d’arte incastonate in un contesto tessile. La coppia è stata anche chiamata dal Fuorisalone per la realizzazione del nuovo allestimento del Brera Design Apartment, un luogo pensato per relazioni e incontri tra aziende e professionisti del settore. Con il progetto Orizzonti ha codificato un manifesto progettuale che parla di mondi, contaminazioni e connessioni, rispondendo al tema portante di quest’anno della piattaforma creata da StudioLabo, ossia Mondi connessi. L’approccio è stato etimologico: la parola orizzonte in greco si traduce con «cerchio che delimita» e indica la linea che separa la terra dal cielo, spazio simbolico dove il sole sorge e tramonta. «Per questo, fin dall’antichità è stato uno dei primi punti di riferimento per orientarsi nei viaggi alla scoperta del mondo», affermano i designer. Attraverso il loro sguardo l’input diventa da un lato un invito di esplorazione e dall’altro un elemento «disorientante» e dunque il progetto, realizzato da Artecasa con main partner Bottaganove e Bolzan, è strutturato in cinque ambienti e si disegna come un percorso in cui convivono ispirazioni artistiche, immagini d’archivio, appunti e visioni cinematografiche. Il risultato è una somma di sperimentazioni cromatiche e materiche applicate a prodotti e superfici, risultato del magistrale lavoro di maestri artigiani. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 04/04/2025 00:00
Ultimo aggiornamento: 04/04/2025 00:00
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