La corsa all’intelligenza artificiale farà le sue vittime. Le aziende del settore hanno raggiunto valutazioni molto elevate, ma non tutte saranno in grado di mantenerle. A dirlo è il fondatore di Microsoft Bill Gates ai microfoni di Cnbc durante l’Abu Dhabi Finance Week.
«L’AI è la cosa più importante che sta accadendo. È qualcosa di profondo e reale e porterà benefici? Assolutamente sì, nessuno dovrebbe avere alcun dubbio al riguardo», ha detto Gates. Tuttavia, il mondo dell’AI è circondato da un’enorme euforia. Forse eccessiva.
Le spese in conto capitale delle società sono aumentate in modo vertiginoso, le big tech che prevedono di investire 300 miliardi di dollari nel 2025, e il conto delle infrastrutture necessarie potrebbe superare i 3.000 miliardi nei prossimi tre anni. In più, i principali player - tra cui OpenAI, Nvidia, Google e Microsoft - hanno stretto una serie di accordi circolari per la fornitura di componenti e lo sviluppo di grandi progetti di AI. «Questo significa che tutte queste aziende con valutazioni elevate saranno vincitrici? No, il mercato sarà ipercompetitivo», ha previsto Gates.
Di conseguenza, l’intelligenza artificiale ha generato una bolla? Secondo il fondatore di Microsoft «l’intelligenza artificiale è una bolla solo nel senso che non tutte le valutazioni aumenteranno. Alcune di esse diminuiranno».
Molte aziende hanno in effetti multipli sopra la media, anche se a novembre alcune quotazioni si sono raffreddate quando la paura che la bolla stia per scoppiare ha iniziato ad aumentare. Palantir e Tesla, in particolare, hanno un rapporto p/e (tra il prezzo e l’utile per azione) ben superiore a 200 contro una media delle aziende dell’S&P 500 di circa 25. «Una percentuale ragionevole di queste aziende non varrà così tanto», ha concluso Gates. (riproduzione riservata)