L’evoluzione degli «strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale rappresenta un fattore abilitante per affrontare la complessità del patrimonio immobiliare e naturale dello Stato, migliorandone la conoscenza, la gestione e l’accessibilità nella tutela», ha sottolineato la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, in apertura del workshop «Verso una nuova conoscenza: intelligenze integrate per la gestione innovativa e la tutela del patrimonio dello Stato» organizzato presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma che ha ospitato rappresentanti di Istituzioni, Enti di ricerca e Università.
Concretamente si tratta di supportare l’intelligenza umana a sviluppare modelli e soluzioni sempre più innovativi, per far fronte a problematiche universali, come la tutela del patrimonio anche ambientale, a fronte dei rischi climatici e dei fenomeni naturali estremi. Un’occasione che può essere colta a pieno solo attraverso la rete di competenze umane che da sempre hanno costituito la frontiera dell’intelligenza collettiva.
In particolare «le amministrazioni pubbliche devono cogliere questa opportunità con responsabilità e visione, operare in rete e in sinergia per potenziare i risultati che derivano dall’uso di tecnologia e intelligenza artificiale. Si tratta di mettere a fattor comune dati, conoscenze e soluzioni», ha precisato Massimo Bollati, responsabile della direzione Transizione Digitale dell’Agenzia del Demanio. (riproduzione riservata)