I titoli delle società argentine quotate a Wall Street registrano un forte rimbalzo dopo la vittoria di Javier Milei alle elezioni presidenziali.
Tra i nomi di rilievo, Ypf (Yacimientos Petroliferos Fiscales), società petrolifera a maggioranza statale (51%) a seguito della sua nazionalizzazione un decennio fa, rimbalza del 38,9%. Le azioni del Grupo Financiero Galicia, holding di servizi finanziari con sede a Buenos Aires e la più grande tra tutte le banche private di proprietà statale, sale invece del 21%. Infine, Global X Msci Argentina Etf, fondo che investe nei più grandi titoli con un'esposizione in Argentina, avanza del 12%.
Milei, che si definisce un anarco-capitalista anti-establishment, ha sconfitto Sergio Massa, ministro dell'Economia dell'Argentina, nel ballottaggio di domenica. La vittoria è il coronamento di una campagna elettorale che ha promesso soluzioni radicali ad anni di turbolenze economiche nel Paese - l'Argentina ha chiesto ripetutamente prestiti al Fondo monetario internazionale e dal 2001 è andata in default sul suo debito tre volte - e al problema di un'inflazione dilagante che supera il 140%. Milei si è impegnato nei tagli alla spesa pubblica, nell'eliminazione della Banca centrale argentina e nella sostituzione del peso con il dollaro, politiche che potrebbero rivelarsi un affare per gli investitori obbligazionari.
Al di là della vittoria come presidente dell'Argentina, il partito di Milei La Libertad Avanza controlla solo una manciata di seggi al Congresso, rendendo più complessa l'effettiva riuscita dei piani rivoluzionari del nuovo leader. Tuttavia, alcuni investitori pensano che Milei sia la migliore possibilità di salvare l'economia dopo anni di sofferenza del mercato. «La questione riguarda più che altro la capacità di Milei di portare a termine le cose», commenta Diego Ferro, fondatore di M2M Capital a New York. «Ed è qui che penso ci sia ancora un grosso punto interrogativo. Ma la previsione a breve termine dovrebbe essere quella di un aumento dei prezzi delle obbligazioni». (riproduzione riservata)