A fianco de La Vendemmia di MonteNapoleone District, per la prima volta, Ferrarelle
Scommettendo sulla forza di un evento che porta in primo piano l’eccellenza, Ferrarelle Spa fa il suo debutta alla kermesse milanese. A raccontare questa nuova avventura, il direttore generale Marco Pesaresi
Con un fatturato di circa 250 milioni di euro e una strategia di business che guarda alla creazione di un polo del beverage di alto profilo, Ferrarelle Spa, Società Benefit dal 2021, che ha nel suo portafoglio le acque Ferrarelle, Vitasnella, Fonte Essenziale, Boario, Electa, Maxima e Santagata, affianca per la prima volta La Vendemmia di MonteNapoleone, scommettendo sulla forza di un evento che porta in primo piano l’eccellenza, come ha spiegato a Gentleman il direttore generale Marco Pesaresi.

Gentleman. Cosa porta con sé il debutto di Ferrarelle a La Vendemmia di MonteNapoleone?
Marco Pesaresi. Il nostro gruppo, quarto per volumi in Italia ha una forte spinta sulla brand equity e punta sulle experience in contesti in cui l’eccellenza rappresenti il comune denominatore. L’appuntamento milanese sintetizza al meglio questa visione, che abbraccia anche una strategia di ampliamento dell’export verso l’estero.
G. In questo contesto viene enfatizzata la presenza dell’ultima nata tra le acque Ferrarelle, Electa. Quali punti di forza ha e che cosa rappresenta, in termini di posizionamento premium del brand?
M.P. Electa sostituisce di fatto il marchio Natìa e rompe gli schemi anche dal punto di vista grafico con il suo color ocra che si allontana dai cliché di categoria. Questa acqua oligominerale, iposodica e alcalina dal gusto leggero e morbido, è pensata esclusivamente per l’alta ristorazione e va a completamento di una gamma dedicata.

G. Allargando il perimetro, avete acquisito un brand di nicchia, il produttore di cioccolato Amedei Toscana. Cosa vi ha spinti?
M.P. Amedei è un esempio efficace di diversificazione del business. L’azienda è piccola, raffinatissima e sta crescendo in modo significativo. Inoltre, sosteniamo da oltre 15 anni il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), attuando una politica di salvaguardia e valorizzazione del territorio.
G. Vent’anni fa Ferrarelle Spa è stata comprata dal Gruppo Danone. Quali sono stati i passaggi cruciali di questi due decenni?
M.P. Il primo periodo è stato dedicato a risanare l’azienda: investire sugli asset industriali e ottimizzare le risorse. Poi è seguita una fase di rafforzamento con il potenziamento delle leve di marketing a supporto di un portafoglio di primo ordine. Negli ultimi anni abbiamo consolidato un modello che intreccia business e sostenibilità, alimentato da innovazioni come l’ingresso nella categoria dei soft drinks. Ora i focus sono la crescita estera, l’ulteriore o sviluppo industriale e l’efficienza gestionale supportata dalla transizione digitale. (Riproduzione riservata)
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