Il Consiglio dei ministri ha deliberato la ripartizione delle risorse dell’8 per mille relative all’anno 2024 che i contribuenti hanno scelto di destinare allo Stato, per un totale complessivo di 202,4 milioni di euro. Fondi significativi che vengono impiegati per finanziare diverse finalità di interesse sociale e umanitario.
Della somma totale, 128,7 milioni derivano dalle scelte espresse dai contribuenti, che hanno indicato una finalità specifica per la loro quota dell’8 per mille. La restante parte, pari a 73,7 milioni, rappresenta la quota inespressa, ovvero quei contributi per cui non è stata effettuata una scelta specifica.
Dalla quota inespressa, la legge prevede una deduzione del 20%, che equivale a circa 14,7 milioni, destinata all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics). La somma residua, 59 milioni, sarà invece indirizzata, come nel 2023, alla categoria della «Prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche».
La quota espressa, ovvero i 128,7 milioni, viene suddivisa secondo le percentuali comunicate dall’Agenzia delle Entrate, con le seguenti destinazioni principali: 59 milioni all’edilizia scolastica (29,2% del totale), 25,4 milioni alle calamità naturali (12,4%), 24 milioni per la conservazione dei beni culturali (9,2%), 19,2 milioni per la fame del mondo (9,4%) e 9,6 milioni per l’assistenza ai rifugiati e minori stranieri non accompagnati.
La gestione e la ripartizione della quota statale dell’8 per mille sono disciplinate dal decreto del Presidente della Repubblica n. 76 del 1998, che prevede procedure di istruttoria e valutazione affidate al Dipartimento per il coordinamento amministrativo (DICA) con il supporto di apposite commissioni tecniche.
Il bilancio di previsione per l’anno 2024, inizialmente fissato a circa 62 milioni di euro, è stato successivamente incrementato con un assestamento di bilancio a oltre 202 milioni, consentendo così una più ampia distribuzione delle risorse.
Secondo quanto previsto dal decreto-legge n. 105 del 10 agosto 2023, dal 2024 al 2027 le delibere del Consiglio dei ministri dovranno includere, tra gli interventi da finanziare con la quota inespressa, prioritariamente quelli legati alla prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e altre dipendenze patologiche. Per l’anno 2024, tuttavia, la decisione è ancora soggetta a delibera specifica, come avvenuto in occasione della ripartizione 2023. (riproduzione riservata)