In occasione della giornata mondiale della salute cardiaca, l’americana Allurion leader nel settore perdita di peso, ha commissionato a YouGov un sondaggio condotto in 8 paesi tra cui l’Italia per analizzare stili di vita e comportamenti legati alla salute del cuore, ed in particolare per indagare la consapevolezza della correlazione tra obesità e malattie cardiache. Le persone che soffrono di obesità o di malattie legate al peso, come il diabete di tipo 2, sono tra quelle con il più alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Più della metà degli italiani (49%) riconosce di essere in sovrappeso, e sa che questa condizione è il primo rischio di malattie cardiovascolari, tuttavia solo il 12% di chi ha deciso di perdere i kg di troppo lo ha fatto per prevenire complicanze al cuore, la prima motivazione per eliminare il peso di in eccesso è puramente estetica. Sappiamo che il peso è un fattore di rischio per malattie cardiache secondo solo al fumo, e pertanto controlliamo più degli altri paesi analizzati la nostra salute cardiaca: il 58% degli italiani monitora almeno una volta l’anno pressione e colesterolo, è la percentuale più alta tra i paesi europei.
Quel che emerge dal sondaggio è una limitata propensione degli italiani verso metodi dimagranti alternativi, o meglio complementari, alla dieta e l’esercizio fisico. Ad esempio, tra i paesi studiati, l’Italia è il luogo dove meno si utilizzano app, interventi chirurgici o palloncini gastrici non invasivi. Il 70% degli italiani ha provato almeno una volta nella vita a perdere peso, ma solo il 28% ha dichiarato un successo duraturo. “L’eccesso di peso aumenta il rischio di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, condizioni che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari ed ictus – dichiara Roberta Ienca, medico nutrizionista consulente scientifico Allurion Technologies – Gli studi dimostrano però come la sola perdita di peso a breve termine non sia sufficiente a compensare i rischi associati alle malattie cardiovascolari, ma bisogna anche mantenerla nel tempo evitando di sottoporre il proprio corpo a pericolose e stressanti oscillazioni yo-yo del peso che richiedono, tra l’altro, continui sforzi alimentari. È dimostrato – continua Ienca – come già una modesta perdita di peso del 5-10% rispetto al peso iniziale, nelle persone affette da obesità contribuisca a ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Tuttavia, spingersi oltre questo range può avere ulteriori benefici in termini di gestione del diabete di tipo 2 e di altri fattori che contribuiscono ad aumentare tale rischio. Non esiste una ‘strategia’ che funzioni per tutti quando si tratta di perdere peso, la cosa importante è individuare e proporre trattamenti personalizzati fatti su misura per il paziente. Grazie ad un supporto costante e a percorsi terapeutici completamente incentrati sul paziente potremmo ottenere risultati duraturi nel tempo e salvare così milioni di vite in tutto il mondo" conclude la dottoressa Ienca.
Un obbiettivo raggiunto ed un successo da celebrare, quello dei 100 mila pazienti trattati, questo è il numero recentemente annunciato da Allurion che così commenta Benoit Chardon (foto), International Director del brand: "L'azienda che ha raccolto circa 100 milioni di dollari dalla sua nascita, continua a concentrarsi sullo sviluppo e sul miglioramento della sua tecnologia innovativa nei mercati di tutto il mondo. Abbiamo consolidato in tutto il mondo un trattamento mirato alla soddisfazione dei pazienti, questa è la chiave del nostro successo". Allurion ha reso disponibile in oltre 60 Paesi il primo e unico palloncino gastrico ‘deglutibile’, il primo che non richiede interventi chirurgici, endoscopie o anestesie, un presidio medico per aiutare le persone a perdere peso e a mantenere i risultati ottenuti. Il palloncino viene fornito come parte di un programma progettato per stabilire abitudini di vita sane a lungo termine. I pazienti che seguono il Programma Allurion perdono in media il 15% del proprio peso in 4 mesi.